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"Chi sogna di giorno conosce molte cose che sfuggono a chi sogna solo di notte"
[Edgar Allan Poe]

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  • 23/09/2004
  • ANTOFAGASTA S 23° 38' 31.4" W 70° 23' 48.8"

    CI SIAMO, CARISSIMI AMICI, INIZIA IL "DIARIO DI BORDO" di un sogno diventato realtà....

    Inizia oggi dopo una miriade di traversie, una bici partita nuova fiammante e arrivata....... sgangherata come una vecchia carriola, in un cielo terso ed un'aria frizzante, il viaggio di questo improbabile Don Chischiotte!!!

    La sveglia all'alba ma la partenza..... no !!!! Mentre ricomponevo i bagagli non facevo altro che pensare a cosa mi dovevo trascinare appresso e, alle solite, mi davo dello scemo !!!! Va beh, ormai ci sono, quindi facciamolo fino in fondo, no?

    Parto con il morale al .... sole! Capitela che è semplice! Alle solite si apre il giochino di chi la capisce. Premio: week end a casa mia per morire di sfinimento...... Cosa avete capito??? Sfinimento a guardare diapo !!!! Passo i 70 kg. "agevolmente".....!!!!!! Si inizia subito con una bella salita impegnativa, non fosse altro che per il caldo, che mi porta dal mare di Antofagasta, (Città di quasi 400.000 abitanti costruita alle porte del deserto di Atacama dove, la "modernità" si mescola alle condizioni poco benestanti dei barrios aggrappati alle pareti di sabbia che sovrastano il centro), in poco più di 10 km. ad una altezza di 550m. s.l.m.

    La strada perfetta. Una liscia striscia di asfalto: sembra quasi di stare sul panno verde di un biliardo e mi viene da pensare che forse è meglio stare il più vicino possibile al margine destro perché i camion che trasportano acqua e acido solfurico sfrecciano ad una velocità tale che mi fanno quasi prendere il volo sobbalzando sulla sella.....!

    Speriamo di non fare il birillino!!!!! Almeno qualche punto lo varrò !!! Ovvio non di sutura.... !!!!!!!

    Il peso si fa sentire immediatamente, tutto intorno un paesaggio semplicemente lunare ed alluccinante. Montagne completamente brulle dove non si notano animali; soltanto qualche pianticella spelacchiata, come me del resto (!!), fatta crescere a forza, vicino a qualche piccolissima catapecchia, su di un terreno veramente inospitale. Lo shock è davvero forte ma non si percepisce mai la sensazione di essere soli. Troppi camion, troppe auto, troppa civiltà. Accidenti a me: non perdo mai l'occasione di stare zitto!!!! Capirete più avanti il perché. Il deserto lo immaginavo diverso, a parte il sole che è talmente forte che la testa mi scoppia e mi obbliga a sprecare l'acqua, vitale qui, per rinfrescarmi un po'.

    Sono carico come un mulo, attrezzato di tutto punto per poter essere autosufficiente per almeno 2/3 gg. Solo l'acqua forse è un po' scarsa (8 lt.) per arrivare al campamento di estrazione mineraria di sale, S.C. El Litio attraverso la via sud, la più impegnativa.

    Comunque il tempo passa, meno i km., tutti in leggerissima salita per arrivare a Baquedano, 1.020 mt s.l.m..., 70 km da Antofagasta. A metà del percorso, in pieno infernale e sabbioso deserto, il primo impegno. Un bell'elettrocardiogramma da inviare in Italia, al C.N.R., via satellite. Lo stop forzato mi ha fatto cuocere. Chissà se al mio rientro in Italia mi assumono alla "Prova del cuoco"?? No! Non come ospite....come uovo fritto!!!!! Arrivo a Baquedano veramente stanco: le gambe mi fanno un male boia. Sono appena le 16.00. Decido di fermarmi e fare il punto della situazione. Trovo alloggio in un residential, come dicono qui, "muy lindo".

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  • 24/09/2004
  • ...ore 21.30 quota 2.400 mt s.l.m.

    Ho trovato riparo in un piccolissimo accampamento minerario a circa 115 km. da Baquedano.

    Sono stanchissimo e il solo pensiero di dover ancora fare 90 km di deserto di Atacama.... poco mi rallegra! Ma perché non mi scelgo mai ferie "normali"???!!??!! Già il deserto di Atacama!

    Provare per credere, come diceva una volta Dan Peterson (Pronunciato con quel misto di americanismo che per fare due belle risate non guasta mai!!!).

    Sembra di stare in una fornace a cielo aperto, in un girone dantesco del Purgatorio che sinceramente non penso di meritarmi perché da "bravo" ragazzo almeno uno dei dieci comandamenti l'ho sempre rispettato: non uccidere. Per gli altri, neanche il diavolo metterebbe la mano sul fuoco!!!!!!

    Solo oggi, dopo aver imboccato la pista sud, verso El Litio, ho capito veramente cosa vuol dire trovarsi faccia a faccia con se stessi e la natura. Il paesaggio, lunare e assolutamente silenzioso, ti entra nel cervello come una punta di trapano. Ti mette un'angoscia dentro che vorresti scappare... Ma dove? Tutto intorno è solo polvere e roccie. Le orme come quelle di Neil Armstrong. I km. passano lentissimi e l'ombra, spiaccicata come un formaggino, sotto di te, sembra voglia ripararsi dal sole accecante e trovere un po' di refrigerio. Non un riparo dove poter sostare. Vorrei strapparmi i vestiti di dosso ma so che mi ustionerei in un battibaleno. Vorrei togliermi il cappello ma sarebbe anche peggio!!! L'acqua da razionare, cerco di non sprecarne neanche una goccia. Qui è preziosa come l'oro. Oggi ho fatto 1.400 mt di dislivello prima di trovare l'indicazione per la miniera "Gaby". Li vi ho trovato una sincera ed aperta solidarietà ed amicizia, anche se per un solo giorno....un solo attimo!!!!

    Con i 4 ragazzi del campamento abbiamo parlato di un po' di tutto. Ovvio, tra gli argomenti, non potevano mancare le donne ....!!!!

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varie
deserto di Atacama

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Laguna Chacza

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Chiesa di San Pedro de Atacama

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  • 25/09/2004
  • Ore 8:30 campamento "Gaby": la sveglia!!!

    Non ho nessuna intenzione di alzarmi ma.....il deserto, aspetta!!!! Un ricchissimo desajuno con gli amici di un giorno e poi sotto i loro sguardi ed un ultimo saluto, rimbocco la pista. Silenzio, silenzio assoluto!!!!

    PICCOLA NOTA: E per chi conosce Riccardo può immaginare la sua sofferenza visto che non tace nemmeno un secondo!!!!!!

    Il paesaggio identico al giorno precedente. Arrivato in cima alla "cumbre" (vetta) della cordigliera, una vista mozzafiato: IL GRANDE IMMENSO SALAR DE ATACAMA. A dispetto di tutte le mie fantasie, è tutt'altro che bianco. Anzi, il sale misto all'argilla, dà a questo un aspetto piuttosto bruttino!!! Non si puo' sbagliare, per arrivare a El Litio c'è solo una pista da seguire. Di sale, battuto come l'asfalto e...pedalabile come questo. Il sole, oggi coperto, mi fa respirare!!! Copro in tutto 80 km e arrivo a Peine.

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  • 26/09/2004
  • Laguna Chaxa 2.305 mt s.l.m. S 23° 17' 13.4" W 68° 10' 28.9"

    Questa notte a Peine è stata infernale!! Musica cilena sparata a palla per una festa paesana durata fino al sorgere del sole. Non ho chiuso occhio e la testa mi scoppia!!

    Pazienza, ore 8:30 la sveglia e via. Tutto in discesa, che pacchia... Tieeeehhh!!!!!!

    60 km. a Toconao. Di fianco, alla mia destra, l'immensa catena cordigliera e il vulcano Llilacambur che si avvicina sempre di più con i suoi 5.900 mt. Intorno al 45 km. la deviazione per la Laguna Chaxa, un momento di esitazione ed imbocco la strada che vi si dirige. Fenicottero aspettamiiiii!!!!!!! Anzi, fenicottera!!!! Le guide sono uno spasso e mi invitano a mangiare al "muerzo" (pranzo) con loro. Alle solite uovo con riso e.....pomodori sbucciatiiiii !!!!!!!!!

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  • 27/09/2004
  • Toconao una bellissima sorpresa.

    Solo un attimo per godere della vista di un vero "eden" nel deserto, un'oasi nascosta in una gola che si insinua per vari km all'interno delle "maestose" (ormai le Ande le ho soprannominate così!).

    Incredibile: 500m. prima sembrava di stare sulle dune di un qualsiasi lido costiero e dopo, come di incanto, si è immersi nelle piante da frutto più "normali" di questo mondo tra le quali....... l'ormai famosissimo e gustosissimo..... Membrillo!!!!

    Finalmente ho visto il suo frutto, Olghinaaaaaaaaaa !!!!!

    Va beh, so cosa mi aspetta al rientro!!!!!

    Per chi legge questo matto matto ambasciator per la prima volta e, vuol cercare di capirci qualcosa, andate a leggere il diario del Viaggio in Patagonia!!!

    Carissimo Riccardo, cosa ti aspetta al rientro nemmeno te lo immagini..... Potrei però incominciare sin da ora.....

    Ho un'ottima arma di ricatto: "E se descrivessi ai fans un pezzo di arredamento "a caso" della tua splendida casina?????!!!!!???

    A buon intenditor........ Olghina

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  • 28/09/2004
  • Lascio San Pedro de Atacama.

    Le varie formalità alla frontiera e poi inizio i fatidici 40 km. che mi portano da 2.400 a 4.600 mt s.l.m. La strada completamente asfaltata che non molla un attimo. Sembra di stare su di un nastro traportatore dritto ma purtroppo fermo e inclinato verso la vetta in maniera terrificante.Tutto il peso che tenta di trascinarti indietro. I primi km, con la forza nelle gambe dopo il riposo notturno, ti fanno scivolare via, sembra...agilmente. Arrivo a 3.300 mt. di quota in un'ora e mezza, troppo poco, La pagherò molto cara. A sera sono in cima raccolto, per gli ultimi 8/9 km., da un camionista impietosito. Frontiera con la Bolivia, arriva il terribile "soroche", il mal di montagna. Si insinua dapprima con una leggera sensazione di testa vuota poi.... tutti i tuoi neuroni incominciano ad impazzire e sembra che rimbalzino a velocità folle dentro la scatola cranica, quasi la volessero perforare, per avere un po' di ossigeno!!!! Ma l'ossigeno non c'e'.....! I gendarmi di frontiera mi preparano immediatamente del mate di coca in modo da alleviare il dolore ma..... non c'è niente da fare. Intanto, anche lo stomaco sembra voglia avvolgerti e la febbre sale alle stelle. Ho passato una notte infernale e poi, distrutto davanti ad uno dei paesaggi più fantastici che abbia mai visto, con la luna riflessa nella laguna ai piedi delle Ande che sembra quasi di poterla afferrare, (forse erano solo le le allucinazioni...), non mi è rimasto altro che tornare a San Pedro de Atacama. Adesso il brutto momento è passato ma so che potrebbe essere sempre lì ad attendermi.

    Ma non demordo, oggi 30 settembre riposo, e domani la....verità!!!!

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  • 29-30/09/2004
  • S. Pedro de Atacama.

    Dopo il brutto episodio di "soroche", che per inciso si ripeterà ancora per 2 volte, ho iniziato, giusto per vedere da che parte sta il mondo, a girovagare per le strade polverose ed "affollate" di S. Pedro. Alla fine ho avuto ben chiaro cosa sia in realtà questa cittadina.

    Sì, forse un posto di frontiera ma più sicuramente un ritrovo hippy per fricchettoni (Sì, perché a farla da padrona è in ogni caso il Dio Denaro!!)

    Sembra molto ad una Woodstook moderna dove le usanze di molti ragazzi sono le stesse.

    Bimbetti, cani e capelli rasta strascicati di qua e di là.... .

    In alcuni momenti sembra di stare immersi in un raduno per figli dei fiori.. !

    Le sue vie centrali sono tutte dedicate al turismo e al divertimento ma, appena alcune decine di metri più in là, si è nel vero Cile dove, per la verità, ti guardano in un modo un po' insolito,

    Tu turista fuori dal centro, mah??!!!

    Forse era solo per il fatto che sono andato a tagliarmi i capelli, e non ridete!!!!, dal peluquero di turno!!!

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  • 30/09/2004
  • Pensieri e stato d'animo.....

    Un CD in lingua inglese con un rock melodico e triste. Tante bandierine di plastica cilene, sbiadite, a contornare questa piccola residential. Un leggerissimo vento proveniente da chissà dove che porta polvere e trascina pensieri... suoni....voci!! La ghiaia del piccolo cortile che scricchiola sotto i passi pesanti e strascicati di qualche avventore mentre, poco più in là, da una finestra appena aperta e fiocamente illuminata, una bimbetta che guarda, con occhi rapiti dei Simpson spagnoli, luci fioche e tristi. Tristi, come il suono che proviene dalla piccola cucina dove due ragazzi, canticchiando e chiaccherando, si preparano il pasto frugale di una sera in attesa di chissà cosa......

    Un'amaca appesa ad un albero..... vuota! Vuota e un po', come questa sera, ...... sola!!!!!!!

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  • 1/10/2004
  • Ahimé il "soroche" non MOLLA!!!!

    Ho provato a salire di quota ma ha vinto lui!!!! Niente da fare!

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  • 2/10/2004
  • sono stato a San Pedro a riposo, buono buono.

    Ve lo immaginate Riccardo a riposo????

    Un cagnolino alla catena a confronto sarebbe l'animale più mansueto della Terra.....

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  • 3/10/2004
  • ...con il collo storto e l'acidità fuori misura, mi rassegno e prendo un mezzo "a motore" per raggiungere Uyuni

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  • 4/10/2004
  • h 20.30 Isli "Incahasi" in pieno Salar de Uyuni. S 20° 14' 20.09" W 67° 37' 21.1" 3.668 mt slm.

    Ho pedalato fino a quando il sole ha lasciato spazio alla signora Luna e la notte mi ha avvolto con il suo immenso mantello di stelle. Quasi come fossi un antico re! Pedalare su uno dei deserti di sale più grandi del mondo, mentre davanti a te la luce scompare per far posto ad una volta ricoperta da milioni e milioni di piccole, intense, luci è talmente suggestivo che mi ha fatto piangere di felicità....

    Gridare nel silenzio più assoluto di.......felicità!

    Esperienze come queste ti fanno assaporare veramente la vita.

    94 km percorsi da Uyuni fino a qui come un piccolo rompighiaccio di iceberg "perfetti", di altrettanti "perfetti" esagoni di sale, quasi ad indicare il passaggio di un folle matematico che qui ha voluto sfogare tutto il suo estro, la sua arte, il suo sapere....

    Oggi a Colchani, (il punto dal quale si entra in realtà nel deserto, a circa 20 km da Uyuni) sono stato letteralmente schiaffeggiato.

    Schiaffeggiato da qualche cosa che non era, nella mia più sfrenata fantasia, immaginabile. L'IMMENSA...... DISTESA BIANCA!!!!

    Mi veniva da pensare ad una vecchia e stupida pubblicità che diceva: "I miei occhi hanno visto cose che voi umani.... ecc... ecc.."

    Onestamente non sono il primo e, fortunatamente, non sarò neanche l'ultimo a passare su questa immensa ed elevata pianura..... però io mi sono sentito un po' esploratore, un po' avventuriero !!!! Qui, è come essere un po' nel gioco della vita, puoi scegliere la tua personalissima strada da seguire oppure, come le frotte di turisti che vi passano a bordo di jeep velocissime, ricalcare il sentiero aperto da altri e... "NON VIVERE"!

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Nel deserto salato Uyuni
Salar de Uyuni

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Salar de Uyuni

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Primo Piano

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  • 5/10/2004
  • Ed è ancora sale, ancora...sole!!

    Mi risveglio dal bivacco di una notte con la schiena a pezzi, per aver dormito al limitare dell'isola Incahasi su di un letto di pietre. Scatto due o tre foto, riordino i bagagli, traccio la nuova rotta da seguire e via di nuovo a respirare l'essenza di questo cuore bianco...

    Tutto intorno.....orizzonte!!! In lontananza piccole isole che un tempo lontanissimo, forse, quando qui c'era ancora acqua, davano rifugio a chissà quali animali. Ancora lo scricchiolare delle mie artigliate su queste piccole figure geometriche, mentre il tempo passa in pensieri e piccole riflessioni. Ovvio che qualche divagazione ce l'ho....!!!! I km passano lentamente, troppo lentamente.... Dopo 75 km con rotta verso il piccolo popolo di Palaya mi fermo.

    Non ho voglia di continuare, non voglio che finisca subito questo andar lento. Sono le 18.00 circa.

    Tra poco sarà di nuovo notte. Bivacco in un'isola a 30 km circa (2 ore di bici) da Palaya.

    Buona notte !!!!

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  • 6/10/2004
  • Oggi, in un sol "boccone" voglio arrivare a Tres Cruces, al limitare del Salar de Coipasa, il meno turistico, il più remoto. Sì, più piccolo rispetto all'Uyuni ma sempre grande!!

    Direzione Palaya e la spiacevole sensazione che qualche cosa che ti accompagnerà per sempre nei pensieri, nei racconti, sta........per finire!!!! Palaya è...."deserta". Deserti saranno anche gli altri piccoli villaggi che incontrerò lungo la "strada": le doppie virgolette ci vogliono, perché parlare di strade in Bolivia, o almeno in questa parte di Bolivia, è davvero fantasioso. Mi fermo nella piazza centrale e spettrale. Sembra di essere in un paese fantasma. Ma dove sono tutti, mi chiedo?

    Dopo 5-10 minuti che sono lì in contemplazione, sento aprire un cancelletto sgangherato e arrugginito: ne esce una signora dall'età indefinita alla quale, con tutto il mio "miglior castigliano", ovvero una schiappa, chiedo se c'è una "tienda", così chiamano i piccoli chioschi che vendono un poco di tutto. Vorrei comprare un poco di acqua. Mi indica un'altra porticina arrugginita e sgangherata, vi entro. L'acqua è introvabile ma almeno trovo oltre ad una bottiglia di aranciata, un signore simpaticissimo con il quale passerò un poco di tempo a conversare.

    Scopro anche l'arcano mistero!!! Tutti sono al "campo" no, non da gioco!, a seminare la "Chinoa" un cereale che da qualche anno a questa parte viene esportato a ...peso d'oro per le sue proprietà energetiche. Mi riferisce che in Italia viene esportato per il Papa. Ora mi spiego molte cose.... ! Comunque me lo "vende" pure come un ottimo viagra. Oeee..!!!! Ma per chi mi hai preso. " 'n lo vedi che fisicaccio che so?!!" (Il "narciso" che c'è in Riccardo emerge anche dall'altra parte del mondo....!!!!!!!!!!)

    Si mette a ridere e lì ci salutiamo con una lunga stretta di mano. Adios amigo!!!!

    Da Palaya a Chorcasa 12 km di..... bee beeb!!!! Sembra di stare nel Far West!

    Non mi stupirei di veder passare Buffalo Bill!!!

    Arrivo a Chorcasa. Disarmante. Ve lo spiegherò poi a voce perché ora non riesco a trovare le parole. Ancora sabbia, cactus e montagne; fortunatamente le salite non sono micidiali, dopo 6/7 km arrivo a Bilke. Invasione di bambini che mi vengono incontro, che emozione...!!

    Emozionantissimo, come quando a sera arrivato finalmente a Tres Cruces, la stessa frotta di Chicos mi assalgono, mi toccano, prendono la bici e mi fanno miliardi di domande, le più disparate!!!

    A Tres Cruces mi ospiterà Luis, l'infermiere che cura la "posta medica" e con il quale troverò immediatamente un buon feeling, professione a parte.

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A Santa Cruz
Canto inno italiano

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Consegna della bandiera

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Firma della bandiera

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  • 13-18/10/2004
  • Dal 13 al 18 ottobre sono stato alla Missione in dolce far niente.

    Il 15 ottobre, per conto dell'Associazione Roccastradini ed il patrocinio della Regione Toscana ho consegnato la bandiera della pace a Don Claudio Piccinini e alla Missione San Lorenzo in presenza dell'autorità comunale di Santa Cruz de la Sierra e ad una frotta di ragazzini del collegio "Maria Reina de la Virgen".

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  • 18/10/2004
  • Il giorno è di quelli veramente importanti.

    NO NO, non mi sposo, tranquilli! Oggi, lunedì, incontrerò per la consegna ufficiale del tricolore, "datomi" dal Ministro Mirko Tremaglia, la comunità italiana di Santa Cruz de la Sierra e il console italiano Dante Pucci.

    L'emozione è tanta e la responsabilità pure, nonostante il mio sdrammatizzare costantemente le cose. L'incontro con una parte della comunità italiana e il console Pucci, elettrizzante!

    Ho fatto perfino un corso accelerato per imparare l'inno che, da "buon" italiano caprone, non sapevo! Ho scoperto un sacco di cose interessanti riguardo il testo e l'autore che, fino ad ora, era per me, nonostante il nome, sconosciuto. Evviva la sincerità!!!

    Però sfido chiunque a passare la seconda strofa e a capire di cosa tratta!!!! La cerimonia, se di cerimonia si può parlare, è stata nella sua pur ufficialità molto informale.

    Sono arrivato accompagnato da vari bambini in bici al Consolato italiano dove, ad attendermi di fronte a questo, sul marciapiede, il Console e vari italiani con la "I" maiuscola che nonostante vivano e lavorino in Bolivia da molti, moltissimi anni ancora sentono forti le loro radici.....Verdi bianche e rosse!!!!

    Niente inno ma molti applausi commossi e strette di mano da parte di queste persone che continuavano a ripetermi quanto era importante ricevere la bandiera. Importante per sentirsi ancora più vicini alla Nazione e alle loro radici. Perfino il Console Pucci, nonostante sia nato e vissuto sempre in Bolivia, mi decantava le proprie origini lucchesi (Chissà se è pure tirchio!!!)

    Niente di "pomposo", meno male! Non sono fatto per le cose estremamente formali. Un paio di discorsi alle televisioni intervenute - Ma mi ci vedete??!?? Lo so, che vi scappa da ridere!!!! - e da parte del console e poi...tutti a casa.

    Con la consapevolezza però che questo giorno, questo gesto, rimarrà nei nostri cuori di Italiani e, soprattutto nel mio, per sempre!!!

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  • 19/10/2004
  • Finalmente il "digiuno", non nel senso culinario del termine, è FINITO.

    In questi giorni di "dolce" far niente ho mangiato come un chiancito!!! Finalmente in SELLAAAAAAAA........!!!!!!

    Che bello! Sì, ma solo fino all'inizio della prima salita. Oggi 400 e fischia metri di dislivello.

    Ragazzi miei come passano i chilometri!!

    Ma iniziamo da questa mattina. Ore 6:00!!! Era pronunciato alla Fantozzi! La sveglia fatta dal tocco lieve alla finestra della mia camera da Jonny, il guardiano notturno, buono e un po' ciccio della missione. Tiene il fucile ma le pallottole non esistono. E' però un ottimo deterrente per i malintenzionati.

    Stavo dormendo così profondamente abbracciato ad una moracciona.... ..Moracciona?!!? Ma se ero solo soletto!! Ah, sì era un sogno. Acciderbola a Te, Jonny, non potevi ritardare un po' ?!? Fatto sta.. che mi tocca alzarmi!!

    Ho un incontro, o meglio una "signora intervista", armato di tutto punto e bicicletta compresa con Canal 1, la Televisione di stato bolivana. Alle 7:30 mi aspettano!!!

    Ho gli occhi gonfi come due palline da ping pong schiacciate che mi danno un aspetto davvero carino!!! La barbetta di 3/4 gg da fare, così.....come altro!!

    So però che mi aspetta un ottimo caffé italiano fatto con una vera moca che spande il profumo, ora aspro ora dolciastro, della polvere nera in tutta la cucina. Se chiudo gli occhi mi pare di stare a casa!! Sapete una cosa? Un po' mi manca il caffé.....di mamma!

    Ma non perché sono attaccato alla sua sottana, magari a qualche altra sì!! Soltanto perché a volte il calore familiare è importante.

    Ore 7:15...il momento si avvicina!! Arriva Padre Claudio, Claudione per gli amici (Lui merita una pagina a parte) e via..........si parte!! Tutte e due in auto s'intende!

    Salirò in bici solo nelle vicinanze. Astuti i due...!!

    RAGAZZI..!! WOW! WOW! WOW!

    Mai vista tanta natura impressa in una sola ragazza! Le palline da ping pong schiaccciate di prima si sono fatte tonde in un battibaleno!!!!!!!

    A parte gli scherzi e le divagazioni, la cosa era veramente seria e ..."sensazionalistica" come tutte e lo ribadisco tutte, le notizie qui in Bolivia. E' stato uno show!!!

    Tra Lei che mi parlava in castigliano perfetto, io che facevo una mescola tra l'italiano e lo spagnolo, Padre Claudio che cercava di farmi da interprete: sicuramente chi ci ha visto avrà pensato di stare al..... Muppet Show!!!

    Potevo anche assomigliare ad un ranocchio verde..!! Ah ragazzi........ se mi avesse baciato!!

    O.K. il detto che il.... "maiale sogna ghianda", stavolta mi calza a pennello!

    Mi ha fatto tirare fuori TUTTO. E non malignate..!! Dicevo, tutto dalla bicicletta. Perfino il kit delle pentole! E meno male che avevo lavato le posate come non sempre, viste le condizioni di viaggio, avviene.

    Comunque a fine intervista mi dice di partire, così mi riprendono per un poco nel mio cammino da "ambasciatore"... Fine di un sogno ad occhi aperti!! Beh!

    I salutissimi a Padre Claudio, ai ragazzi della missione, e a qualche collaboratore del Padre e.....la strada attende..!!

    La meta: arrivare in 3 giorni prima a Valla Grande dove il corpo senza vita del grande idealista, combattente e soprattutto uomo, Ernesto Guevara (il Che) fu deposto nel lavatoio pubblico per poi successivamente raggiungere La Higuera, dove fu brutalmente assassinato

    Ma.. il giorno è lungo e molte cose devono ancora passare davanti ai miei occhi!

    Al 50° chilometro passato, il ponte di TURUMA' la prima cosa.

    Una deviazione promessa e voluta per il centro "IL PONTE" di LUIGI E MIRNA CAMINETTI. Due persone che come Claudio hanno bisogno di una pagina a parte nella storia del sociale collettivo e delle missioni. Fatto sta che mi fermo e trascorro con loro, a pranzo, due ore veramente fantastiche! Ancora 30 km da BERMEJO. Ancora 30 km di selva sub-tropicale aggrappata a pareti di roccia scoscesa,dai colori bizzarri su di una strada asfaltata che scorre ai margini del fiume Piray, all'interno di una gola da vertigini che, piano piano si insinua verso le "Maestose".

    Incontri veramente spettacolari con una quantità di farfalle dai multicolori sgargianti, quasi a rappresentare l'intero arcobaleno. Ad un certo punto ne ho vista una, che inizialmente avevo scambiato per un foglietto trasportato dal vento, veramente enorme!!!

    Era più grande della mia mano aperta ed aveva un azzurro talmente elettrico che.... oh! ho preso la scossa..!!! Era tutto grande!!! Anche le piante. Ho visto un "Ficus".....bellissimo!!

    Ore 17:00 Bermejo!! Prendo alloggio lungo la strada! VIGILI SANITARI DI TUTTO IL MONDO UNITEVI!!! e quando deciderete di venire qui a far rispettare la 626, avvertitemi che mi voglio scompisciare dalle risate!!

    Penso di aver sviluppato degli anticorpi grossi come un tappo..!!

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  • 20/10/2004
  • BERMEJO!!!!

    Ore 7:00, suona la sveglia. O meglio, parla!! Sì perché a svegliarmi da una finestra senza vetri è il figlio di questa fatiscente, squallida, sudicia, sconquassata, pulciosa e puzzolente residential!!

    E mi sono trattenuto!!! Per non parlare di quello che chiamano baño!! Pensiamo ad altro perché stavolta vomito! Penso che anche un maiale avrebbe potuto alloggiare gratis. A me tocca pure sborsare 15 Bs (Peso boliviani)... non vi dico le bestemmie che sono volate!!!

    Parto alle 8:00 in punto per raggiungere Samaipata, circa 40 km dopo. La strada veramente perfetta a parte alcuni punti in cui, così per incanto, l'asfalto finisce per lasciare spazio ad una strada di ripio con pietre così grandi che mi sembra di fare trial!!!

    Poi tutto ad un tratto op..là, di nuovo perfetta. Mah! Misteri boliviani. E' tutta una salita e il sole, bellissimo, non aiuta! Bevo un sacco di acqua, tanto sono tranquillo che la destinazione non è lontana. Passo dagli 800 mt ai 1.400 in 15 km che però onestamente non mi pesano eccessivamente riuscendo a spingere fino a 8/9 km all'ora. Bella media!!

    ....per i non "addetti ai lavori" può sembrare veramente poco... ma con tutto quel bagaglio Ragazzi.....PROVARE PER CREDERE!!!!!!

    Quando finalmente arrivo in cima alla "Cumbre", sorpresona. Duo chalet di montagna da..... 2000 e una notte!! Alla faccia del restante 90 e passa % di sciagattati!!

    Che Berlusconi abbia investito anche qui?? Samaipata ore 13:00.

    Ho una fame che....vedo Vismara....Patrizia etc..!!! Un bel "muerzo", come chiamano il pranzo economico, composto da una bella minestra con patate, carne e spezie varie, e come secondo il tipicissimo piatto con riso, pollo, 2 fettine di pomodori e patate fritte!! Toh! Qui i pomodori non li sbucciano come in Cile....chissà perché!!!!! In tutto 7 Bs cioé 2 boliviani in più che in tutto il resto della Bolivia. E pensare che c'era anche scritto "Ristorante il turista",...scemo!!

    Samaipata penso comunque sia il paesino più occidentale che abbia visto fino ad ora in Bolivia. Si vede che ci gira un bel po' di grana, sempre ovviamente, non per tutti. Le case per lo più sono nuove, ben tenute e curate. Sembra il classico paese di montagna. Poche centinaia di metri dopo, la spiegazione, colonia alemanna!!!

    Da Samaipata ancora 7 bei km di salita fino a 1.700 mt ma poi.... quasi 10 km di picchiata dove ho toccato nonostante forti raffiche di vento i 66 km orari. Che sballo!!!! Sembravo un proiettile azzurro. Se avessi avuto il mantello rosso e una bella "S" disegnata sul petto mi avrebbero scambiato per "Superman"!!

    Nonostante i 35 anni suonati l'incoscienza del nostro "scialucco" non perde occasione di riafforare!!!

    E dire che l'asfalto Riccardo lo hai "assaggiato" più di una volta.....

    L'isola d'Elba non ti ha proprio insegnato nulla???????? E qui mi fermo perché l'elenco dei voli potrebbe riempire una pagina intera!!!

    Speriamo che Mamma Mirena e Papà Renato non leggano.....

    Il panorama veramente maestoso, uno sguardo su di una vallata immensa, perfettamente coltivata. Brucio 15 km. in un attimo ed arrivo in un bel paesetto dove noto, stranamente, che qualcuno mi ammicca. Mah!

    Continuo, ma non so quanto dista la meta. Vedo due uomini fermi sul bordo della strada che stanno conversando, mi avvicino..... Ola' "ITALIANO"!!! Questa poi! Oh come fa a sapere che sono italiano?

    Scopro che in molti hanno visto il giorno prima l'intervista rilasciata per "Canal 1".

    Ore 18:00 sono esausto ed arrivo a "El Negrito" nome a dire il vero che la dice tutta.... Alloggio nell'ennesimo posto infimo!!!

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  • 21/10/2004
  • 30 e lode!!!

    Mi stringo virtualmente la mano da solo e mi faccio i complimenti!!

    Valle Grande, 250 km circa da Santa Cruz, raggiunta in 3 giorni. Solo oggi però ho veramente sofferto e..... tantissimo. Da Mataral, 16 km dopo El Negrito, 51 km di ruta estremamente impegnativa con un paio di salitone di circa 10 km l'una ed un fondo completamente di ripio che ti fa rimpiangere anche le spiagge bianche di Vada, il che....!!! Si inizia a salire subito. 3 km da Mataral, attacca! Il sole fortissimo e la pendenza che si fa via via sempre più impegnativa.....

    Se volevo iscrivermi ad un corso di arrampicata, sapevo come fare accidenti..!!!!

    Tornante dopo tornante, sguardo dopo sguardo, speri sempre che il momento sia giunto, non di schiattare!!!!, e arrivi la tanto sospirata discesa. Oh dovrà pur finire, no? Niente!!

    Il canto dei pappagalli e quello assordante delle cicale ti fanno compagnia e cerchi di non pensare, ho scelto il 32/29. La catena che lavora un po' troppo inclinata rispetto alla perfezione ma così senti che vai avanti tenendo una media di 6/8 km orari e te ne freghi delle conseguenze su questa verticale che sembra volerti scaraventare via lontano!! Non riesco a non bere, il sole è troppo forte; so però che una decina di km dopo la salita troverò un "pueblo pequeño" dove assaporare un po' di refrigerio ed un sorso in più di acqua. Tutto intorno è...terra bruciata!! Arsa, come arse sono le mie labbra, dal sole e dalla siccità che le spacca in crepe grandissime. Voragini infernali dove, da un momento all'altro, non aspetti altro che arrivi qualche diavolo a portarti via, ma forse anche loro a questa ora fanno la....siesta!!

    Anche gli alberi sembra che soffrano come poveri malati. Solo i Cactus altissimi, fieri e secolari, osano sfidare questo clima regalando ad occhi infiammati e lucidi la vista di fiori ora bianchi, ora rossi, ad indicare che anche qui c'è vita! E' veramente terribile. Mi duole tutto ma so che devo andare avanti. 2 ore di salita e sono finalmente in cima! Esausto! Mi domando dove riesco a trovare tutta questa energia, come le gambe riescano a spingere la bici con il peso che mi porto appresso. La successiva discesa, troppo corta o, forse, fatta troppo velocemente per recuperare energie!

    Il vento che adesso mi investe è il benvenuto!! Continuo finalmente per un po' di chilometri in "piano" mentre la meta di Valle Grande si avvicina...

    Non una meta qualsiasi, una meta importante, di memoria storica. E' qui che nel '67 fu portato nel tristemente famoso lavatoio, il corpo senza vita del comandante Ernesto Ghevara il "Che'", di Willy e Chino. Tre uomini, tre combattenti, tre idealisti.

    Il ciclocomputer non sgarra. Ancora 14 km e sono arrivato. Spero tutto fili ...."liscio" ma non sarà così! Altri 8 km e passa di agonia!! Forse però, nella mia mente "malata", di dolce agonia. Quella che ti farà gustare, nonostante la fatica, il risultato raggiunto. Mi dispiace solo non farvi provare e sentire ciò che provo e sento io! Mi dispiace non farvi sentire il sole fortissimo che cerca di arderti vivo. Mi dispiace non farvi provare la sete incredibile di questi momenti, ore.... Mi dispiace non farvi sentire, provare le perle di sudore che, cristalline, scorrono come piccoli torrenti sul viso verso iridi arrossate prima, e verso le piccole crepe delle labbra dopo, dove liberano tutto il loro sapore salato che ti fa sentire forte la loro presenza con un dolore lieve e costante.

    Mi dispiace non farvi sentire il dolore dei palmi delle mani che, nonostante tutto, con dita come artigli, stringono forte un manubrio che sembra impazzito. Mani che, come quelle forti di un fantino, cercano di domare il proprio puledro!! Mi dispiace non farvi sentire il rumore, sinistro, del pneumatico posteriore che soffre, anch'esso sull'acciottolato. Mi dispiace non farvi sentire gli scostamenti del corpo per assecondare il terreno. Mi dispiace non farvi sentire il guizzo...rapido di tutti i muscoli del corpo che si contraggono, e rilasciano sotto lo sforzo massimo, come in preda a una scossa elettrica. Mi dispiace non farvi sentire il profumo della natura che mi circonda e il puzzo del sudore.... Mi dispiace non farvi sentire il battito impazzito del mio cuore che si riflette nelle tempie.

    Mi dispiace non farvi sentire i muscoli delle gambe, possenti e "cattive" che, come pistoni di una nave, mi portano sempre più in alto. Mi dispiace non farvi vedere le mascelle contratte e le labbra socchiuse in una smorfia carnvalesca di fatica. Mi dispiace non farvi sentire l'ansimare del respiro sempre più corto con l'impennarsi della strada. Mi dispiace non farvi sentire il dolore del piede sotto ogni spinta. Mi dispiace davvero......

    Ma se provate, anche solo per un attimo, a chiudere gli occhi e ad immaginare tutto questo, insieme, allora anche voi sentirete e proverete ciò che io sento, ciò che io....provo! Anche voi allora non sarete più semplici lettori di piccole sensazioni ma sarete lì, con me, a condividere ogni attimo di sofferenza e....gioia di una piccola, piccolissima, meta raggiunta.

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  • 22/10/2004
  • La Higuera h 18.00 S 18° 47' 37" W 64° 12' 04"

    La Higuera, non un villaggio qualsiasi, non una comunità qualsiasi, ma il villaggio dove, nella piccola scuola campesina, oggi completamente restaurata e priva di fascino, un grande uomo combatteva e conduceva una vita di privazioni.

    Qui il "Che" è morto: è morto un uomo ed è nato un mito!

    La Higuera, 57 km di salite, discese e....sudore.

    Immersa in una vallata adesso completamente secca ma che conserva una vista semplicemente meravigliosa.

    La Higuera, un pugno "chiuso" di case dove il volto del mito, il "Che" campeggia silenzioso, a monito di generazioni future senza... ideali, dove le grida dei bambini intenti a giocare a football nel campetto della scuola echeggiano già alcuni km prima dell'arrivo.

    Pendii strappati alla vegetazione da Campesinos che, ora come 100, 200 e più anni fa, arano la terra con la forza delle braccia e il sudore della fronte, aiutati da buoi che, sembra, non riescano neanche a stare in piedi e che invece..!

    Piccoli campi perfettamente pettinati vicino a piccole costruzioni di fango e paglia. Qualche volta una pianta di rose ad adornare quello che dovrebbe essere, ad un occhio occidentale, un giardino.

    Si respira la dura vita della terra, della polvere, ....della sopravvivenza di questa "povera" gente, estremamente dignitosa!

    Sguardi a volte lucenti, a volte vuoti o languidi, a volte un semplice saluto, per te che sembri un extraterrestre venuto chissà da dove. Poi, la loro vita ricomincia. Vita di duro lavoro, di campo, di sofferenza vera.....non la mia!

    Gli unici mezzi meccanici, i "Micro": piccoli pulmini che passano da queste strade deserte mettendo in comunicazione piccoli villaggi o semplici case trasportando merci e persone.

    Villaggi come La Higuera che si raggiunge dopo 40 km di salite ed una discesa folle di 8 km. La gente, abituata ai turisti..... di qualsiasi genere, che ti saluta e ti viene incontro. Non fai "paura" come in altri villaggi passati o visitati. Nel centro di queste 10 case, un enorme busto del "Che".

    La escuelita....un po' fuori luogo tra queste catapecchie. La Escuelita! Dove vi hanno perso la vita, oltre al Che, due altri grandi idealisti.... Willy e Chino, dove vi ha perso la vita.... la rivoluzione sud-americana! Se venite a La Higuera, a parte dire... io c'ero! non vi aspettate un granché. La escuelita è una semplice stanza con il percorso fotografico della vita, e di condottiero e rivoluzionario, che fu il Che.

    Una cosa però mi ha colpito! Probabilmente "nessuno", nonostante che con la presenza dei turisti si "respiri" ancora una piccola aria di "rivoluzione", si renda conto, di chi e cosa rappresenti oggi nel mondo Ernesto Guevera della Sierra. Forse è solo perché per loro, "povera gente" non è cambiato granché, se non essere riportati con un bell'asterisco su di una mappa turistica!

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  • 23/10/2004
  • Di nuovo Valle Grande per tornare con il bus della flotta Bolivar (Ve la raccomando!!!) a Cochiabamba e da lì, a La Paz dove conto di arrivare il 25 ottobre.

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  • 25-26/10/2004
  • Cazzeggio per La Paz

    Oh!!! Non ti cambiano gli euro nemmeno se piangi in arabo!!!! Alla fine, a culo, ho trovato una casa di cambio che, molto titubantemente, me li ha cambiati. Hanno voluto sapere persino dove alloggiavo!!!!!!!

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  • 27/10/2004
  • La Paz: 3.500 m s.l.m. Ore 7:00 AM

    Parto per il lago Titicaca.... No, non di Orbetello!!! Anche se.... 'nzomma a marzupio, non stiamo niente male!!!

    Quasi 2 ore di salita per passare da La Paz a El Alto. 3.800 m s.l.m. circa.

    Vado tranquillo come.....un diesel. Ore 9:00: ci sono e decido di fermarmi in una farmacia ad acquistare il "Sorochi pills" ovvero, belle pastigline bicolori, bianche e rosse, come la bandiera peruviana....ma sono ancora in Bolivia! Dovrebbero funzionare contro il mal di altura. Ne compro ben 20...! Mi dico, non si sa mai, mi dovvessero servire in Perù, dove le quote tendono nuovamente a salire!!!

    Adesso non penso, la strada è tutta a quota 3.800 m e completamente in "piano" Detto fatto..!!!! Capocabana 150 km 2 giorni e ci sono! Sì, sì, ci sarò..... ma non in bici o almeno non tutto!!!

    La strada che scorre, cazzeggio e faccio foto! Tutto perfetto...TROPPO!!

    Al 55imo, 60imo km inizia......di nuovo? ad insinuarsi piano piano un debole mal di testa che, piano piano, mi stronca letteralmente. Non ho via di scampo.. Soroche!!... E tre!!

    Ma cosa ho fatto di male per avere un fisico sega così?

    Mi fermo ad una posta medica dove mi danno un calmante e una bella tazza di...mate di coca!

    S. Pablo de Tiquina prima, e Copacabana dopo, li raggiungerò in MINIBUS... che forza!!!!

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  • 28/10/2004
  • La bici parcheggiata nel primo residential che mi capita. La testa che ancora mi duole!!!

    Bel dilemma: come fa Riccardo ad avere mal di testa...... che testa non ha???

    Non vi faccio immaginare il resto...basso!

    Prendo un'altra bella pastigliona bicolore ed è tutto! Capocabana, tre vie completamente turistiche, il resto completamente boliviano. Onestamente non capisco cosa ci trovino i turisti di così tanto eccezionale. L'unica cosa che merita un occhio di riguardo è la chiesa: veramente bella e imponente.

    Per il resto ciccia o meglio..... pesce!!!

    Ovunque ristoranti più o meno turistici che esibiscono, come in tutto il resto del mondo, i loro menù a base di "Trucha"!!

    Molti i residential che inneggiano.... baño e ducha, 24 h il che, ahimé! la dice tutta sulle condizioni in cui versa la restante parte del paese.

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  • 29/10/2004
  • Isla del Sol, Isla della luna

    Si parte!! Ore 8:15 boliviane, ovvero 9:00!!

    Quasi due ore di navigazione su uno dei tanti "barchi" turistici e finalmente si sbarca!

    Isla del Sol: è proprio vero, è un caldo boia! Non voglio immaginare in Italia il tempo di m.....a!!!!

    11 km di lunghezza per 8 km di larghezza. L'isola, come apprendo da una "guida", originariamente si chiamava "Titicarca" parola composta da "TiTi" (Puma) per una roccia che, diciamoci la verità, con molta fantasia assomiglia ad un felino e "Carca" o "Caca", (A proposito soffro di stitichezza....strano!) non ho ben capito, che significa roccia. Quindi roccia a forma di puma.

    Così, d'altronde, come il lago che sembra avere una forma, visto dall'alto di Puma e quindi alle solite "Titicaca".

    L'isola anticamente era di etnia Aimara. Solo successivamente con l'arrivo degli Incas e il loro dominio di circa 300 anni, l'isola cambiò il proprio nome da Titicaca a Isola del Sole in virtu' del fatto che gli Incas, per la loro credenza, discendevano direttamente dal sole. A questo proposito ogni giorno venivano eseguiti sacrifici al Dio. Fatto sta che forse, è molto più carino passare qui un paio di giorni che non fare le corse...turistiche! Sull'isola, per inciso, ci sono alloggiamenti e ristorantini niente male. Volendo comunque si può portare la tenda e godersi il tramonto su di una delle tante calette che si mirano dall'alto e che sono facilmente raggiungibili.

    Ah, dimenticavo!!! Si fa tutto a piedi! Le strade non esistono e quindi niente veicoli a motore, piuttosto...... quadrupedi raglianti. Le rovine Inca, appunto...rovine!! Scherzo! La gita vale veramente la pena, anche se si sta più in barca che sulla terra ferma! Isla della luna: lasciamo perdere!!!

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  • 30/10/2004
  • Capocabana..... Lliave!

    95 km macinati in un sol giorno ad una quota di 3.800/4.050. Che sballoooo!!!!

    Il paesaggio veramente incantevole con una strada che costeggia per la maggior parte il grande lago Titicaca. Dalla Bolivia al Perù, un "abisso" nel senso che, sembra quasi incredibile, nel giro di 500 mt dopo la frontiera, (Già la frontiera!!! I peruviani mi hanno rispedito indietro perché mi ero dimenticato di passare dall'immigrazione boliviana, che stordito!!!!) tutti che ti salutano, ti seguono ti danno "un... buena suerte amigo"! Tutti che ti sorridono e che si fermano al passaggio nonostante stiano duramente lavorando a forza di braccia un fazzoletto di terra o che stiano semplicemente sdraiati sul bordo della strada a guardare il bestiame al pascolo!!

    Il vento, teso, che arriva dal lago talvolta dai 3/4 anteriore, talvolta frontale che mi fa rallentare la marcia.

    La media non sarà da purosangue, ma nonostante tutto sono riuscito a tenere dei buoni rapporti, molto sovente il "32/19". La strada che scorre pericolosamente sulla Panamericana.

    Eh sì, adesso sto "passeggiando" su di essa, "razzato" dai camiones e dai micro che ti passano a mezzo braccio di distanza, assordandoti già da 1 km. prima con i loro clacson!

    Fa niente.... l'importante è che mi senta bene, come purtroppo non mi succede da un bel po' a questa parte, e che la meta si avvicini. 8 ore e mezza in sella con il fondo schiena che grida....BASTAAAAA!!!!

    Mi sa che quando rientro dovrò dargli un bel po' di riposo....senza bici.

    E CHI TI CREDE???? Come farai stare lontano dal tuo adoratissimo spinning?????

    I paesi che si incontrano sulla strada, non offrono nulla. Infatti sono solo dei grandissimi dormitori, dove difficilmente si trova una tienda per poter "descansarsi" un poco e mangiare qualche cosa.

    Comunque intorno al 50 km ne trovo una e con una fame boia mi faccio preparare l'unica cosa che sembra, qui come in Cile e Bolivia, sia di facile accesso. Delle belle uova fritte!! L'avessi mai fatto!!!! Diarrea, vomito e ....... giramento di Coglioni!!!! Abbiate pazienza ma quando ce vo' ce vo'!

    Ho passato una notte veramente...indovinate un po' ? Beh, il cesso mi ha fatto un po' di compagnia.....

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  • 31/10/2004
  • Puno

    La strada bella liscia e fortunatamente costeggiata da vari ripari in pietra!!!!!! Penso di aver "comprato" un po' ovunque!!!!

    Comunque adesso sono qui e ci rimango 4 giorni, alla facciaccia !!!

    Farò un po' il turista visitando le isole flottanti e i dintorni aspettando giovedì, giorno della grande celebrazione dell'anniversario del primo Re Inca.

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  • 1/11/2004
  • Due giorni veramente fantastici passati come un qualsiasi turista sulle Isole Uros (per la verità solo 45 minuti) sull'isola Amantani e sull'isola di Taquile (qui ancora meno, se non si considera il pranzo). Comunque 45 Soles, circa 15 euro spesi bene. Avete capito bene, 15 euro per passaggi barca, pranzo, cena e colazione sull'isola Amantani.

    Ma quello che più mi ha piacevolmente colpito non è stato il prezzo "muy baratto" della cosa ma le persone che ho conosciuto e il rapporto che ne è nato, anche se solo per due brevi giorni!!

    Descrivere le isole Uros è puramente fantastico, nel senso che su di esse si potrebbero scrivere novelle di draghi e principesse rapite da chissà quali mascalzoni per portarle alla deriva di queste isole flottanti. Eh già, perché questo sono...isole flottanti. Costruite sull'acqua e costituite dalle piante che qui, in mezzo al lago, vi crescono!!! Camminarci sopra è veramente incredibile. Sembra di finire nell'acqua da un momento all'altro e invece...tieh! Niente! Per chi ha provato a camminare sulla torba, beh, potrebbe assomigliargli, sempre da lontano si intende!!! Oggigiorno dice che su di esse, circa 40 isole, vivono 1.300 persone. No, non su quelle che ti fanno visitare, che mantengono all'apparenza ancora l'autenticità della vita "flottante" dove tutto è costruito con la stessa ..."erbetta" ma su isole circostanti dove, incredibile, i pannelli solari e le antenne paraboliche spuntano un po' ovunque. Questa poi..!!!! Ahh la modernità!!!

    Comunque sono da vedere almeno una volta nella vita. Dai 45 minuti per raggiungere le Uros alle 3 ore per raggiungere Amantani, dove si trovano delle rovine Incas molto belle!!! Beh, lo so che devo ancora arrivare nel tempio della civiltà Incas però, almeno fantasticare un po' !!

    Siamo un bel gruppetto di persone: israeliani, canadesi, francesi, cileni, italiani, spagnoli che, oh..... nemmeno a farlo apposta tutti che si parla in castigliano. Va da sé che gli spagnoli...!!!! Bellissima questa cosa che continua ad affascinarmi in ogni viaggio "americano"!

    Ma perché, mi chiedo, non succede negli altri paesi del mondo? Se provate a farci caso, lo vedrete!!! Ore 20:00, notte fonda e festa!!!!!!!!!!! Oh, ho ballato le danze tipiche di qui per 3 ore filate senza un attimo di sosta con tutte le mujer dell'isola. Che play boy....!!!! La notte che passa in un battibaleno, nel senso che tra lampi e acqua non abbiamo chiuso occhio. Eh sì, perché....... io dormivo con Luis, lo spagnolo. E dire che avevo gettato un sacco di ami!!! NIENTE!!!!

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  • 2/11/2004
  • Isola di Taquile

    Solo un passaggio radente, prettamente turistico, dove.."l'aquila" la spennano letteralmente!!!!! Però, e c'è un però, qui ho legato amicizia con due persone veramente speciali, Daniel e Philippe. Non sto a scrivere niente su di loro, vi do solamente la loro pagina web (www.1000jours1001nuits.net) Spero tanto che mi vengano a trovare al loro rientro. Almeno, l'invito c'è stato!!!

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  • 3/11/2004
  • Puno/Pucarà

    110 chilometri di altopiano peruviano come il treno che da qui passa giornalmente, direzione Cusco!

    La "vita" che scorre tranquilla su questa immensa distesa di puna (la caratteristica vegetazione di queste altitudini) che dà al paesaggio un colore giallo/verde che alla lunga diventa monotono e stressante.

    I pascoli, in lontananza o....vicini al bordo di questa strada, la n° 3...., la famosissima Panamericana, sfiorati, come del resto io, dai pulman e dai camion che sfrecciano sempre velocissimi strombazzando continuamente, a interrompere un silenzio che, quando non c'è il vento, è davvero surreale!

    Sono partito presto, questa mattina, perchè sapevo che la strada era lunga e difficile, almeno per me! 40 km percorsi pedalati agevolmente in 3 ore e arrivo a Yuliaca. Era meglio se non mi fermavo!!! Primo tentativo di furto!!

    Mi ero fermato in un internet point a spedire un pò di posta e.....! Beh, fatto sta che io non mi ero assolutamente accorto di niente e se non fosse stato per il gestore mah!! Chissà!! C'erano due bei ceffi che mi stavano aspettando all'uscita.... Come si è risolta? Semplice, il gestore mi ha aperto la porta e mi ha fatto prendere un pò di velocità in bici da dentro il locale (Avete letto bene!)

    Quando sono uscito i due sono rimasti fregati !!!!! Comunque, la fifa me la sono portata appresso per un bel pò perché pensavo che mi seguissero fuori dalla città e....sull'altopiano non è proprio come essere in discoteca!!! I chilometri sono scorsi tranquillamente con medie di 15/16 km/h, di più mi rendo conto che non ce la faccio, fino al 75imo.

    Si è alzato un vento terribile da est/nord est che mi arrivava, ora da ¾, ora di fronte, che mi ha fatto penare non poco, bestemmiando a denti stretti. L'anemometro che mi porto appresso mi segnava una costante di 25/26 km/h con raffiche di 35 km/h che mi hanno fatto rallentare la marcia tra i 6/8 km/h

    Arrivo a Pucarà distrutto e mi fermo in un alloggio veramente...."carino". Sì, sì!!!!

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  • 4/11/2004
  • Pucarà

    "Appena" 85 km e sono a Santa Rosa!!!! Solita musica. Niente di diverso dal giorno precedente.

    Solo che le energie non ci sono più, dissipate chissà dove!! Arrivo alle 12:30. Già non avevo cenato la sera prima perché avevo un po' di problemi, di nuovo (!?!) intestinali.

    Ora mi infilo nel letto e dormo 16 ore filate (Avete capito bene!!) in preda a forti dolori muscolari. Mi risveglierò solo alle 7:00 del 05 novembre. E vai, ancora una volta saltata la cena!!

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  • 16/11/2004
  • Arequipa

    Ho viaggiato tutta la notte per passare dai 3.800 mt s.l.m. ai 2.500 mt s.l.m. di questa straordinaria città. Penso sia la prima volta che mi entusiasmo per qualcosa costruito in serie dall'uomo ma qui si respira davvero la storia.

    Storia coloniale di una "città bianca" come la chiamano i peruviani e gli arequipegni più in particolare, e come è conosciuta, insieme a Sucre in Bolivia, un pò in tutto il mondo. Il moderno, il coloniale e lo spirito dell'America latina, nascosti in piccoli angoli suggestivi e assolutamente caratteristici, si sposano perfettamente. Il claustro (chiostro) della compañia con le sue colonne di pietra lavica, come tutto della parte storica, in bassorilievi finemente incisi, che fanno da cornice a coppie di fidanzati che qui trovano un piccolo angolo di "paradiso terrestre".

    La piazza d'armi dove troneggia una cattedrale immensa e le altre piccole piazze, con il fascino che emanano una volta che calata la sera vengono "infuocate" con luci gialle che danno alla pietra il colore dell'oro!

    Arequipa con il suo centro e dintorni è veramente una città da scoprire e gustare così come da gustare sono i suoi piatti tipici serviti nelle pizzicherie di periferia. Luoghi di incontro dove "tutto" parla castigliano, niente inglese, francese o altra lingua che sia. Il Rocoto rejeno, un peperone ripieno con carne e verdure servito con una patata dove il formaggio fuso l'avvolge come un mantello, appiattisce ogni differenza. Semplicemente ti anestetizza i sensi, sia per la sua bontà che per il "fuoco piccante" che si porta dentro.

    I cantanti occasionali che ti allietano con canzoni che parlano d'amore perso, rubato.

    Canzoni sempre malinconiche ma estremamente melodiche. Venditori ambulanti e mercanzia etnica che luccica come specchietti per le allodole. Certo, non tutto, ma tanto è turistico.

    Non importa, qui si respira nonostante tutto ancora una certa area di autenticità.

    Parto da Arequipa con la consapevolezza che mi aspettano giorni duri da affrontare. Meno male che adesso non c'è più l'altitudine che mi ha fatto penare tantissimo. La solitudine non mi spaventa e stare ore ed ore immerso in uno dei paesaggi più lunari che si possano immaginare non penso mi creerà grossi problemi. Sono abituato!

    L'unica cosa sarà non perdere la concentrazione e sperare che il caldo non si faccia troppo opprimente. 350 km senza trovare un piccolo popolo a cui appoggiarsi in caso di necessità, anche solo per un sorso d'acqua, sono veramente eterni se fatti in bicicletta e non comodamente seduti su di un veloce mezzo. Oggi ho percorso 100 km di Panamericana, la n° 5.

    DA DOMANI DITA INCROCIATE...... Ciao Riccardo

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  • 17/11/2004
  • Se non ricordo male eravamo rimasti ad Arequipa..

    Doveva essere pressappoco il 16 novembre. Ahhh!! Quanta acqua è passata sotto i ponti!

    Dell'Italia intendo perché qui.....sole, sole e sole!!!! Alla faccia! Da Arequipa con la bocca ancora indolenzita dal "micidiale" Rocoto rejeno mi dirigo verso Tacna e la frontiera con il Chile.

    60 km tutti in leggera discesa che mi fanno "godere" come non mai!! In senso metaforico, non fate gli scabrosi!!!

    Certo non è tutto piacevole, all'uscita dalla città mi sono trovato sotto una gragnula di sassi e bottiglie, dovendo scansare zizzagando come un ubriaco tutti i vetri sparsi per la strada. O questa?!?!?!

    Mi fermo al limitare di questa e "pregunto" (domando) ad uno degli "assalitori" che sta accadendo. Fiuuuuuu!!! Pensavo ce l'avessero con me perché gli rubo tutte le donne!!!! In realtà non mi calcolano nemmeno di striscio. Le bottigliate sono rivolte verso i "taxi" se così si possono chiamare le enormi auto di fabbricazione americana degli anni '70 che fanno la spola verso la frontiera ed Arica, la prima città della prima regione del primo deserto cileno. Oh!!! Ma è tutto primo? Meno male che ci sono io che arrivo dopo la polvere!!!! Sì, voi vi chiederete perché tutto questo? Me lo chiedo anch'io?

    No, scherzo. Il fatto è che nonostante ci fosse in città un "paro" (sciopero) per il rialzo insensato del carburante (se venissero in Italia, altro che bottigliate...Molotof!!!!) vari autisti di queste enormi vecchie e un po' sgangherate auto continuavano ""tranquillamente"" (le doppie virgolette qui sono d'obbligo) a viaggiare a discapito del resto. E allora...giù...bottigliate e sassate!!!

    Comunque, passo indenne come del resto gli pneumatici!!!! In 2 ore e mezzo macino tutti i chilometri e penso, se è tutto così faccio 150 chilometri al giorno e in 6 giorni sono in fondo!!!

    L'unico fondo che sentirò sarà il c..o!!!!!!!!! Boia che male!

    Arrivo ad Arequipa: abbastanza carina e poco turistica (intendo per il turismo internazionale)

    Adagiata perfettamente sulla costa dell'oceano Pacifico (solo d'estate!!!) D'inverno dice si "incazza" notevolmente, appare in fermento per la stagione estiva in arrivo. La lascio immediatamente dopo aver scambiato un pò di dollari. Ero rimasto veramente a corto!!!! Mi avvio verso il deserto, quello vero, che come mi accorgerò in seguito non è poi così deserto. O meglio la strada è trafficatissima, il resto è allucinante.

    5 km dopo questa cittadina nella speranza di trovare almeno una Tienda per comprare un pò di acqua, con già 75 chilometri sulle gambe e senza più riserve del preziosissimo liquido, la decisione: DIETROFRONT!!!!!

    Mi parerò per una notte ad Arica.

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  • 18/11/2004
  • La partenza per il "bruto Nerone"!!!!

    Nel senso che il primo mi ha ammazzato, il secondo...bruciatoooooooo!!!!!!!!!!!!!

    La strada che veramente non ti dà un attimo di tregua e ti rendi conto che alle solite anche il più bischero dei Caronti si rifiuterebbe di attraversarlo. Salite di 20 km e passa.

    Onestamente, un paio di volte ho chiesto un passaggio perché ero veramente stroncato! Sarà stato l'eccessivo peso (12 litri di ACQUA di scorta), la stanchezza, il sole, il fatto che sono una chiavica, non lo so, fatto sta che ero morto!

    Finalmente sull'altopiano. Finalmente????

    Il vento che ti confonde le idee perché ti trovi a bestemmiare in turco e non capisci come fai a saperlo visto che la Turchia l'hai sempre vista sul mappamondo o.... pappamondo come lo chiamavo da piccino! E' come stare sempre in salita ma ora non voglio più mollare perché psicologicamente mi farebbe troppo "male". I chilometri passano veramente piano e, per puro caso, lo giuro, mi trovo nel bel mezzo del tiro incrociato dei cannoni di una esercitazione militare. Maiala che botte!!!!

    Ovvio che i proiettili passavano ad altezza ragguardevoli. Io sentivo solo il colpo di partenza e vedevo l'arrivo distante da me un paio di chilometri con i bagliori dell'esplosione e le fumate bianche nella sabbia del deserto. Lì per lì avevo pensato a delle miniere nelle vicinanze, poi, quando ho visto il bel cartello, beh..ho accelerato le pedalate!!! 'N SI SA MAI!!!!

    Ho pedalato tutto il giorno fino a quando non sono più riuscito a distinguere la strada dal deserto e, visto che per tutto il tempo venivo sfiorato dai grandissimi Trak di fabbricazione americana e canadese, scassati come i taxi del giorno prima, poco mi andava di fare da cavia per saggiare la resistenza dei loro paraurti. Era l'ora di dormire!!!!!!

    Tenda, sacco a pelo, cibo liofilizzato e....BUONANOTTE!!!!

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  • 19/11/2004
  • Forse alle solite ho fatto un po' di casino con i giorni!!

    Mi sveglio completamente intorpidito e ....lento come un bradipo!!! Mi ci vorrà un bel pò prima che tutti i muscoli decidano di mettersi in "marcia". Un'ottima colazione con un residuo di panino che ho ritrovato nel bel mezzo dei panni sporchi, chissà come c'era finito?

    Fatto sta che non avevo altro da trangugiare. Sì lo so che fa un po' schifo!!!

    Parto e ancora altipiano, ancora deserto e vento. Non ve la sto su a contare tanto è sempre lo stesso!! Non cambia di una virgola a parte quando, finalmente dopo 65 chilometri, arrivo all'incrocio per Iquique e la ruta N° 16.

    Infatti il vento, piccinino, si sposterà delicatamente da 3/4 anteriore destro a FRONTALEEEEEEEEEE!!!!

    Merda, merda e ancora merda. Toh!!! Un paio di chilometri in queste condizioni, era dalle 8:00 che non smettevo di pedalare con lo stomaco che urlava..cibooooooooo!!! e finalmente incontro una tanto aspettata "posada".

    Alle solite un ristorantino un pò sconquassato ma funzionante. Farò veramente un bell'incontro. Di quelli che ti lasciano a bocca aperta. Naomi Campbell!!!!!!! Sììììììììììì!! Magari! Sto scherzando.

    In realtà penso che mi abbia lasciato molto più colpito la signora che lo gestisce.

    Ero veramente stanco e ho fatto una fatica boia solo per scendere di bici. Mi è venuta incontro con 2 bibite gelate, mi ha fatto sedere, mi ha tolto le scarpe sgridandomi per pedalare sotto quel sole micidiale, dopodiché è sparita per qualche minuto per tornare con un secchio di acqua e dei sali. Mi ha imposto di infilarci i piedi e rinfrescarmi. Poi, mi ha letteralmente lavato i piedi massaggiandomeli!!!!!

    Veramente un cuore grande soprattutto quando mi ha detto che non è la prima volta che un bischero passa da lì, semistroncato dalla fatica e dal sole e allora....la solita musica!

    Vilma, così si chiama la "duegna" è stata veramente una bella sorpresa. Mi sono riposato un paio di ore e poi...il rusch finale per Iquique. Ancora 45 chilometri, ancora la solita storia, sempre più dura con lo scorrere dei chilometri. Arrivo esausto e di nuovo affamato in città, solo, all'imbrunire dopo aver affrontato l'unica discesa del giorno che da circa 1.200 metri s.l.m. passa a 0 con una picchiata da Kamikaze toccando i 69 chilometri orari con il manubrio che proprio non voleva stare fermo e mi trascinava ovunque per la strada. Certo, sempre tutto sotto controllo, però era bello assecondare i suoi capricci!!!!!!!!!

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  • 20-24/11/2004
  • Non sto a massacrarvi gli attributi sempre con le solite bischerate giornaliere ma vi posso assicurare che anche questi gioni che mi dividevano, in appena 460 chilometri, da Iquique ad Antofagasta mi hanno letteralmente sbuccicato il culo!!!!!!

    E senza eufemismi, tanto quello è quello che rimane!

    Parto da Iquique imboccando la Ruta n° 1, chiamata del mare e del deserto.

    E proprio, nome più azzeccato non potevano trovarlo!! Direzione Sud! L'oceano Pacifico di nuovo a farmi compagnia sulla mia destra con il suo orizzonte blu a farmi sognare e a farmi pensare ai navigatori solitari. Ma come cavolo faranno a stare soli, perché lì lo si è veramente, per mesi e mesi su di un "guscio di noce"?? Mah!! Fatto sta però che alla mia sinistra c'era il solito deserto!! Montagne vertiginose e dune gigantesche sfiorate dai condor che, leggeri si facevano cullare dalla "brezza" marina. Per me, però, era un vento micidiale..!!!! Fatto sta che loro parevano tranquilli!!!!

    Non ho ancora capito a tutt'oggi se vagabondavano per "l'aire" o aspettavano solo che schiattassi!!!

    Mahh, chi lo saprà mai!!!! Sono arrivato in fondo e la soddisfazione di "beccarmi" non gliel'ho data!!!!! Uccellacci malefici!!!!!!! Tutti neri con la testa rossa mi parevano davvero dei becchini...infiammati!!!

    I chilometri prefissati, minimo 80 al giorno, a costo di arrivare stroncato. Ci sono riuscito!!!!! Tra questi mangia e bevi continui, per i neofiti di gergo ciclistico saliscendi, ho veramente sputato sangue e sudore e..non è assolutamente vero che, "poggio e bua" fa pari come si dice in terra Tuscia!!

    Anzi, meglio a quel punto una salita dove puoi prendere il tuo ritmo che non stroncarti con continue variazioni!!!!! 5 giorni passati a mangiare pasta liofilizzata, pane raffermo (come i miei muscoli del resto) e pedalare a più non posso! Il tutto però condito da una "salsa" d'eccezione: le rive spumeggianti della costa. Tutto questo per sognare ed arrivare in fondo alla mia meta. Il 24 sera ingresserò in Antofagasta stanco e felice per la conclusione del viaggio.

    Stavolta i chilometri non saranno da....capogiro (Ma da mal di culo e attributi vari.sì!!)

    "Appena" 2.400 chilometri scarsi però tutti rigorosamente e veramente sofferti!!!!

    Cosa dire, forse se fossi venuto in motorino!!!!!!!

    Mi ricorderò comunque per sempre tutte le volte che ho fatto degli incontri particolari, tutte le volte che aprendo la posta trovavo una vostra mail, un vostro augurio, un vostro incitamento.

    Cose che ti spingono sempre più avanti nonostante a volte ti manchi la voglia e la forza di proseguire.

    Un abbraccione a tutti e....... alla prossima avventura!!!

    Perché...mica ho intenzione di smettere, giammai!!!

    A questo punto non ci resta che rassegnarci e...

    BUON RITORNO, PICCOLO GRANDE UOMO!!!!!

    Il nostro avventuriero livornese...rientrerà in quel di Pisa (!!!!!!!) venerdì 3 dicembre 2004 alle ore 11.40

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Ultima modifica: Friday 01 March 2013 - 18:06:14.
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