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Il Tirreno del 3/10/2003

Dal letto di un'ospedale alla traversata delle Ande


Dopo un grave incidente e tre operazioni, percorrerà 3700 chilometri in solitario in mountain bike

di GIORGIO CREATINI

Donoratico. Un terribile incidente stradale. Per Riccardo Mazzanti, il ricordo di quella tremenda notte deve essere ancora un incubo.

Fratture esposte ed emorragie che ahnno portato ad un niente dall'amputazione della gamba sinistra.

Poi il miracolo chirurgico: 3 interventi di ricostruzione, protesi interne, un anno di lunga riabilitazione e Riccardo è di nuovo in piedi, pronto a stupire il modo con un'impresa epica: 3700 km in solitario, a cavallo di una mountain bike sfidando i terribili venti Andini della Patagonia Cilena ed Argentina fino alla Terra del Fuoco affrontando l'impervia Carretera Austral, una strada completamente sterrata, a tratti ridotta ad una mulattiera.

Riccardo Mazzanti è un giovane infermiere di Donoratico (LI) che da alcuni anni vive a Pisa, prima dell'incidente aveva già compiuto diversi viaggi in solitario: a piedi in Normandia, Belgio e Olanda, in moto nell'est europeo, in bici in Baviera, poi in Norvegia sopra il circolo polare artico ed ancora in Corsica e Croazia.

Poi quella tragica sera sembrava aver messo la parola fine alla sua voglia d'avventura, ed invece oggi, eccolo qui pronto per un'impresa che vuole essere un messaggio di speranza per tutti coloro che hanno subito traumi gravissimi.

Riccardo vuol dimostrare che con la volontà e la perspicacia si possono raggiungere traguardi che sembrano impossibili.

Partirà ad inizio Novembre in aereo verso Buenos Aires, dove avrà, a casa di conoscenti l'unico contatto in Sud America durante la sua traversata solitaria.

Il percorso studiato, attraversa in senso longitudinale la cordigliera Andina compresa tra il 41° ed il 51° parallelo, attraversando fasce climatiche estremamente varie con escursioni termiche di 20-30 °C.

Il tragitto si distende per un primo tratto di circa 1000 km sulla cordigliera Andina ad altezze medi di 2000 m s.l.m., successivamente il Grande Altopiano Centrale (desertico) della provincia di Santa Cruz a circa 1000 m s.l.m., per poi rientrare nuovamente sulle Ande toccando contemporaneamente il monte Fitz Roy (3405 m), il ghiacciaio Perito Moreno e le Torri del Paine (3248 m), proseguendo infine verso Punta Arenas e Ushuaia, dove si concluderà l'avventura.

Tutto questo in circa 40 giornate, percorrendo un centinaio di chilometri al giorno e pedalando per 12-15 ore a secondo dell'impraticabilità del percorso.

Riccardo si trainerà dietro bagagli, provviste ed acqua per un peso totale, bicicletta compresa, di 55 kg.

Il bagaglio sarà composto da materiale tecnico: tenda per dormire, fornello a propano, cibi disidratati, per la prima parte del viaggio (dopo le reperirà in zona), e per ogni tappa 8-10 litri d'acqua racchiusi in 6 borracce termiche.

Le maggiori difficoltà dell'impresa saranno rappresentati dalla difficile reperibilità dell'acqua nella zona desertica argentina e dai terribili venti Andini che soffiano in alcune zone ad oltre 100 km/h.

L'unico materiale tecnologico che conterrà il suo zaino sarà una macchina fotografica ed una videocamera con 6 batterie di ricambio.

Un viaggio "al limite" rafforzato dalla volontà e dalla decisione di questo ragazzo.

"È una cosa che sento dentro - dice Riccardo Mazzanti - una sfida per me e per chi si può trovare nelle mie condizioni."

"Ringrazio fortemente il team Parkpre Guru Inkospor di Cascina, l'azienda che mi ha fornito il mezzo, la LeaderMind di Pisa specializzata in borse da bici, la Vittoria Shoes di Vigliano Biellese (BI) per il materiale tecnico, la Campobase di Pisa per l'abbigliamento tecnico, la Bertoni Tende da campeggio di Milano e la esse-i Soluzioni Informatiche che sta curando l'allestimento del sito internet (http://riccardomazzanti.esse-i.it) dedicato alla spedizione."

"Grazie a questi sponsor, posso tentare un'avventura che per me ha un valore ben più alto della semplice impresa sportiva".

Tuttosport del 17/10/2003

Mazzanti pedalerà in solitudine per 3700 chilometri in Patagonia

di PAOLO BURANELLO

Pedalerà in solitudine con il rampichino per 3700 chilometri tra i monti, deserti e ghiacciai della Patagonia. Riccardo Mazzanti, trentaquattrenne livornese di origine, pisano di residenza e di fatto piemontese di adozione.

"Ho lavorato per tre anni in qualità di infermiere all'USL 12 di Cossato, un periodo di cui serbo ricordi bellissimi, tanto è vero che sono tesserato tuttora per un club biellese di mountain bike, il Gruppo Sportivo Amici del Ciclismo di Lessona".

Volerà il 31 ottobre prossimo da Pisa, via Milano e Buenos Aires, per atterrare a San Carlo de Bariloche, dove comincerà la sua avventura.

"Viaggiare costituisce per me una passione sfrenata, un modo per liberare la mia irrequietezza. Perchè la Patagonia? Perchè laggiù il contatto con la natura è assoluto".

Ma pur senza retorica, il suo tour si arricchisce di significati profondi.
"Tre anni fa sono stato vittima di un grave incidente. Investito da un camion ho rischiato di perdere una gamba e ancora oggi mi porto addosso serie conseguenze, protesi e dolori. Realizzare questo viaggio è anche un modo per lanciare un messaggio di fiducia a chi ha problemi fisici, con la determinazione spesso è possibile superare ostacoli apparentemente invalicabili".

La scelta delle due ruote non è casuale.
"E' il mezzo migliore per muoversi. A piedi gli spazi sono limitati, in moto o in auto si va troppo forte per osservare quello che ci circonda. Solo la bicicletta garantisce il rapportoideale tra velocità e lentezza per assaporare il viaggio".

Un'avventura a 360 gradi, dal freddo e la pioggia delle montagne andine al caldo del deserto, al vento terribile della Ruta Quaranta.
"Dovrò percorrere circa settecento chilometri del Grande Altipiano Patagonico dove esistonosoltanto due posti di rifornimento, acqua compresa".

Un'impresa necessariamente studiata nei minimi dettagli.
"Devo essere organizzato per affrontare situazioni climatiche diversissime. La bicicletta e l'attrezzatura peseranno complessivamente 55 chili. A questo proposito sono rimasto piacevolmente sorpreso della notevole disponibilità delle varie aziende, tra cui la Parkpre che mi ha fornito la mountain bike, la TreG le forcelle, la Leadermind le borse. la Vittoria le scarpe e la Bertoni la tenda".

Tra Argentina e Cile percorrerà la terra raccontata da Chatwin e Sepulveda, toccando il Fitz Roy e il Perito Moreno, poi l'arrivo a Punta Arenas e l'ingresso nella Terra del Fuoco, fino a Ushuaia, la meta conclusiva. Il ritorno a casa è previsto per il 30 dicembre, dopo 52 giorni di pedalate tra distese e orizzonti senza confini per un viaggio che non basterà una vita a dimenticare. Buona fortuna.

Il Biellese del 16/01/2004

Tremilasettecento chilometri in due mesi scarsi


"Prossima avventura potrebbe essere la Bolivia oppure il deserto del Ghobi. Ci penserò"

"Il momento più duro? L'attraversamento del deserto. Avevi orizzonte a 360 gradi. Inquietante"

di FABIO MARZAGLIA

Tremilasettecento chilometri in due mesi scarsi: conclusi in tempo per tornare a casa a passare le feste.

Un viaggio incredibile. Costruito dalla voglia di arrivare, mai arrendersi. Costruito con la forza e il coraggio di chi sa spingersi verso l'impossibile. Costruito con una bicicletta come amica e insostituibile alleata.

E' il viaggio tra Patagonia e Terra del Fuoco che ha esaltato Riccardo Mazzanti, toscano d'accento e di casa ma dal "curriculum" biellese così come dai tanti amici che dalle nostre parti può contare.

Il livornese Mazzanti, 34 anni e un brutto incidente stradale non troppo lontano nel suo passato che ha rischiato di segnargli l'esistenza, in terra biellese ha vissuto per tré anni.

Il tempo sufficiente per coltivare amicizie, apprezzare persone e luoghi: tanto è bastato perché il Biellese diventasse la sua seconda casa, la sua trasferta preferita.

Le sue parole non fanno altro che rafforzare l'idea: "Ho lavorato a Cessato all'As! 12. E' stato un periodo molto bello della mia vita dal punto di vista professionale e umano".

L'amicizia con Giuseppe Graziola, il primo cittadino di Lessona, ha poi accelerato il suo legame con il territorio e la gente.

A farlo sentire a casa, per lui che ama sport e bicicletta, sono stati gli Amici Mtb di Lessona.

Un'unione e un gruppo importante per Riccardo che nella sua incredibile avventura ha voluto "ricambiare": nel lungo viaggio sui pedali all'altro capo del mondo una delle maglie con le quali si fatto riconoscere è stata proprio quella del gruppo sportivo lessonese.

"Mi sono sempre divertito tantissimo con loro e quella era certamente una delle maglie da indossare. Nel Biellese ho trovato anche alcuni sponsor che hanno appoggiato la mia avventura, ma la maglia era certamente una cosa che non poteva mancare. La disponibilità delle aziende è stata decisiva: la Parkpre mi ha fornito la mtb, la TreG le forcelle, la Leadermind le borse, la Vittoria di Vigliano le scarpe e la Bertoni la tenda".

Cinquantacinque chili di bicicletta e attrezzatura con le uniche eccezioni tecnologiche di una macchina fotografica e una videocamera con sei batterie di ricambio: questo il carico di Mazzanti che ha cominciato a pedalare in solitudine, sapendo che la meta era distante cinquantadue giorni.

Per nulla scoraggiato, però: "Ho già fatto cose del genere a piedi e in bici. Sono stato in Croazia, Belgio, Norvegia, Bavaria e Corsica".

L'attraversamento della Patagonia cilena, argentina e della Terra del Fuoco, toccando le province del Rio Negro,Chubut, Santa Cruz, Isla Grande de Tierra del Fuego per arrivare a Ushuaia si è chiuso nel migliore dei modi con addirittura undici giorni di anticipo: "E' stata un'esperienza incredibile. In alcuni momenti ho sofferto, ma alla fine ho pianto di gioia. Il brutto è stato trovarsi nel deserto. Avevi orizzonte a 360 gradi. Era impossibile non sentire in alcuni momenti una certa inquietudine".

Se la sua bicicletta è già esposta nel livornese, la storia di Riccardo tra qualche settimana potrebbe essere raccontata nei dettagli anche a Lessona: "Verrò a trovare i tanti amici e l'idea è quella organizzare una serata per raccontare il viaggio. Le diapositive non mi mancano...Per intanto, vado avanti ad allenarmi".

Già, l'avventura continua, la prossima tappa potrebbe essere la Bolivia o il deserto del Ghobi.

I chilometri, come sempre, da viaggio impossibile: tanti.

Ultima modifica: Friday 01 March 2013 - 18:06:14.
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