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"Chi sogna di giorno conosce molte cose che sfuggono a chi sogna solo di notte"
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  • 03/11/2003
  • Sono le 4 del pomeriggio qui a Fruitillar in Cile.

    Mi sto avvicinando a Puerto Mont e all'attivo ho già 280 km. il primo giorno che sono arrivato ho pedalato per circa 65 km per fermarmi in uno scenario fantastico.

    Il lago Huapy. Ho avuto la fortuna di incontrare 5 pescatori argentini veramente spassosi che mi hanno fatto mangiare con loro una speciale Parrilla.

    Ieri sono partito alle 8.45 della mattina ed ho iniziato ad avvicinarmi alle famigerate Ande.

    Il susseguirsi degli scenari era da togliere il fiato come le inesorabili salite affrontate.

    Il duro e arrivato quando da villa la Angostura ho iniziato a fare sul serio.

    La montagna che si faceva sempre piu irta e scoscesa e la neve, ebbene si, che lambiva la strada che portava al passo ed alla frontiera con il Cile.

    Pedalare ore e ore sotto il sole cocente delle prime ore del pomeriggio è stata veramente micidiale.

    Mi ha preso lo sconforto ed ho iniziato a dirmi che non ce l'avrei fatta, che sarebbe stato inutile, invece con tutta la costanza in mio possesso sono riuscito dandomi piccoli obbiettivi come una curva per volta una salita per volta a raggiungere il Chile (come viene scritto qui).

    Andando ancora avanti sono arrivato stremato a Enter Lagos. Piccolo paese dalla tipica struttura cilena dove ho pernottato in casa di una signora e dove finalmente dopo 150 km percorsi mi sono potuto coricare.

    Oggi, terzo giorno, sono partito alla volta di Puerto Montt mi mancano ancora 45/50 km da dove sono adesso, spero di farcela prima che cali la notte.

    Da ieri lamento un fastidiosissimo dolore e insensibilita alle ultime due dita della mano destra, ti scongiuro non pensare male.

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  • 04/11/2003
  • Parto alla volta di Pargua, cittadina sulla costa cilena da dove mi sarei dovuto imbarcare per l'isola di Chiloe.

    dopo 60 km di saliscendi continui mi sento dire che da Quillon, a sud dell'isola, non partono traghetti per Chaiten fino al verano (estate), immagina lo sconforto tanto piu' che sono andato anche di diarrea........!!!!!!!!!!!

    decido di tornare a Puerto Montt da dove partirà l'unico traghetto da lì a 2 gg per Chaiten.

    Sono altre 3 ore e mezzo di bici il che vuol dire perderlo.

    Corrompo il marinaio a chiedere per me un passaggio al primo mezzo che sbarca da Chiloe.

    E' fatta!

    Torno a Puerto Montt e dopo 10 ore di navigazione notturna finalmente arrivo: Chaiten, Carrettera Austral !!!!!!!!!!!!!!

    Adesso si che si inizia a fare sul serio.

    Le montagne al mio fianco sono davvero alte ed avvolte da un alone di nebbia che le rende ancora piu maestose.

    Da oggi in poi non so se riuscirò più a trovare un internet point.

    Ciao a presto Ric.

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Riccardo sulla Carretera Australe
 

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  • 05/11/2003
  • Arrivo a Chaiten dopo una notte tormentata come il tempo che imperversa fuori da questa piccola motonave.

    Sono passate 10 ore da quando mi sono imbarcato.

    Mi sveglio infreddolito con la bocca impastata e gli occhi che sembrano usciti direttamente da un film di Dario Argento.

    E' freddo, parzialmente nebbioso ma la cittadina è veramente incantevole.

    Mi rifornisco immediatamente e poi via verso nuovi orizzonti.

    Mi lascio alle spalle le ultime case ed un cartello avvisa: Carretera Australe, ci siamo!

    Foto di rito e ... "gambe in spalla".

    I primi km sono completamente asfaltati e penso, tutto qui!

    L'avessi mai detto.

    Dieci km poi l'asfalto termina, continuo.

    La strada perfetta lunga dritta senza strappi, riesco a tenere medie incredibili e il clima mi aiuta.

    Tutto questo per un 35/40 km poi tutto cambia, la strada inizia a farsi dura,veramente dura!

    Dopo 8 ore di bici in completa solitudine se non qualche raro passaggio di pick-up cileno arrivo a Villa S.Lucia.

    Un pensiero, incrociando l'indicazione per il passo Fatalefù, Daniele Robino, altro "matto", lui e' passato da lì per la sua solitaria da adesso in poi le nostre strade si incrociano.

    Mi cerco un posto per dormire, buona notte!

    Mi alzo con la pioggia battente sulla finestra della casa di una notte, oggi, penso,sarà una giornataccia.

    Fortunatamente la strada mi ha aiutato, questa lunga ferita che solca per centinaia di km questa foresta altrimenti impenetrabile per oggi mi concede la grazia a parte una foratura e la prima caduta senza conseguenze.

    Ho tempo per pensare e ricordarmi di fotogrammi di paesaggi, di volti che osservano, tra l'ammirato e l'allibito, il mio passaggio, una mano che si alza, un saluto e poi in un attimo sei nuovamente ingoiato dalla foresta.

    Gli insetti che per brevi tratti, come rapiti dai colori sgargianti della divisa, ti seguono o, e' solo per il puzzo che emano? mah!

    Le mucche che mi guardano con i loro occhi grandi e languidi, chissà cosa penseranno!

    Canticchio motivetti strambi inventati lì per lì e continuo a pensare che sono veramente solo in mezzo a questa natura incontaminata e, come a volermelo ricordare, c'è solo il canto degli uccelli in amore.

    E' da ieri che continuo a girarmi indietro convinto che stia arrivando un mezzo, in realtà è solo il rumore delle ruote grasse della mia "rossa" che come gli artigli di un'aquila si aggrappano alla strada graffiandola aggrappandosi ad essa, mi fermo, silenzio!!!!

    Dopo 8 ore di marcia sotto un diluvio freddo come le cime che mi circondano arrivo a La Junta.

    Trovo un posto per dormire, visto che c'è la possibilità mi sembrerebbe un pò da scemi piazzarsi in tenda, c'è tempo!

    Una finestra rotta, una stufa vecchia come la legna che a stento cerca di bruciare creando un ambiente fumoso da balera pirata.

    Una tazza vuota, una bombija per il mate e una decina di tavolini che da tempo, ho l'impressione, stiano aspettando degli avventori.

    Un armadillo imbalsamato su di un davanzale che guarda fuori da orbite prive di vita, un'algua rinseccolita che pende da un vaso appeso in un angolo del soffitto.

    Vicino, una vetrata dalla quale si scorgono i tetti bianco grigi di lamiera di questo piccolo puntino su di una carta geografica, eppure non sono il solo ad essere attratto da questi luoghi dimenticati dai più!

    E' mattina, altalene vuote in una piazza che vorrebbe tanto assomigliargli, in un angolo un cane che abbaia, mi tiro su la cerniera della giacca "anti pioggia" via si parte.

    Nel 2010 dice che questo bellissimo inferno che è la Carrettera sarà completamente asfaltato mi piacerebbe tornarci!

    Pedalo come ormai di consueto sotto la pioggia, "evviva"!!!

    Mi inoltro sempre di più, sempre più "solo", il problema è non farsi fregare dalla "paura" della solitudine,perché qui puoi essere veramente solo!

    Oggi mentre scrivo questo piccolo resoconto dei giorni trascorsi, delle impressioni, dei miei pensieri, sono seduto in un caldo internet point, il pensiero che corre lontano, a quel bambino infangato che con occhi rapiti mi dice "Donde va' uste' amigo?"

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  • 08/11/2003
  • Oggi è l'8/11.

    Ho pedalato per 108 km sotto una fitta e gelida pioggia, è stato un inferno.

    Domani mi ritoccherà la stessa maledetta sorte, spero di uscire presto da questo inferno.

    Sono arrivate le prime cadute e guai tecnici alla bici.

    108 km pedalando sotto una pioggia che mi ha scavato fino in fondo alle ossa, l'attenzione che viene meno e la prima brutta caduta.

    Senza conseguenze.

    Nella seconda ho divelto completamente i ganci della borsa anteriore destra.

    Adesso è fermata con delle fascette che spero tanto tengano fino alla fine!

    Eppure avevo messo la massima attenzione nel guidare la bici su questo terreno reso viscido dall'acqua, che scemo!

    Oggi penso che tra tutti i giorni passati fino adesso sia stato il peggiore.

    Spero finisca presto questo bellissimo affascinante inferno che come un piccolo Caronte sto attraversando.

    Ciao vecchia amica a domani.

    Hasta luego!!!

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  • 09/11/2003
  • Riparto dal 09/11/03 Coyhaique, cioè dopo i fatidici 108 chilometri sotto la pioggia fatti il 08/11/03.

    Allora: a Coyhaique è una mattina domenicale tranquilla e festosa, c'è finalmente il sole a scaldare l'anima.

    Oggi vorrei percorrere un centinaio di chilometri per Villa Cerro Castillo.

    Parto tardi dopo essere andato a comprare delle fascette e aver scambiato un pò di soldi.

    Il morale è alto e i primi 45 km passano velocemente.

    Arrivo fino al 78 km stroncato dal vento.

    Non riuscivo a pedalare a più di 11km/h e quando scendevano le folate dalle cime innevate, immediatamente arrivavo a 7/8 km/h.

    Adesso sono in tenda con il vento che urla sopra di me.

    La neve accanto alla tenda.

    E' freddo, maledettamente freddo, spero non piova di nuovo!

    Verranno giorni migliori.

    Oggi mentre passavo vicino alle Ande ho pensato a Daniele, uno sportivo ma soprattutto un uomo con una dignità immensa, amava scalare le montagne ma una "disdetta" terribile come usava dire lui lo sta portando via verso altre vette.

    L'ho conosciuto come la luce di un lampo in una notte tempestosa, una frazione di vita.

    Un abbraccio ovunque tu sia.

    La notte passata è stata un incubo, fredda come la "morte".

    La temperatura è scesa molto sotto lo 0 e per riuscire a prendere un minimo di sonno mi sono dovuto vestire come un eschimese.

    In più ho dovuto utilizzare la coperta di sopravvivenza e arrotolarla tutta al sacco a pelo fermandola con le corde elastiche.

    è veramente difficile dormire in queste condizioni e soprattutto pedalare con il vento che sembra volerti strappare dalla bici.

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  • 10/11/2003
  • Riparto dalla piazzola infreddolito carico e affamato.

    Dopo pochi chilometri, grande sorpresa, incontro 2 francesi in bici, ci scambiamo i saluti, un pò di commenti e poi via, ognuno per la propria strada.

    Arrivo finalmente a Villa Cerro Castillo, un telefono comune dal quale chiamo mamma e babbo; una piazzetta, un pugno di case, un paio di ristoranti.

    E' in uno di questi che mi fermo a rifocillarmi prima della tappa vera e propria.

    Carne, uova, patate fritte e pomodori tutto in un'unica portata (ovvero, bistecca alla povera, accidenti!).

    Nutriente e gustoso, hanno un modo buffo di servire i pomodori, li sbucciano!

    Per noi è un pò insolito.....

    Un ottimo caffé alla cilena e poi via.

    Ore 21:00 e 122 km, dopo essere partito sono arrivato a Baiha Murte (dove per inciso ho conosciuto Ricardo, funzionario del Governo Cileno, che oggi a 300 km di distanza e qualche giorno dopo la conoscenza mi ha messo a disposizione il suo computer per inviarvi le news).

    Sono stanco, affamato, felice, bagnato fradicio ma sì.... FIERO DI ME!

    Il cartello che indica 586 abitanti, il contachilometri 900 e spiccioli.

    Ma iniziamo da Villa Cerro Castillo.

    Inizio subito con una salita di 9 km ed una serie di curve e controcurve in contropendenza che mi fanno guidare la bici come un equilibrista sul suo filo teso.

    I pneumatici che slittano, i sassi che schizzano via lontani... mi giro di lato, la strada stranamente vicina, mi sembra di essere ad Indianapolis in una delle sue famose curve sopraelevate.....

    La bici che sbanda, una ruota da "baco" e una da "riba" come un funambolo delle due ruote in frenata, solo che loro ci "godono".

    Io, bestemmio dato più che faccio una fatica boia: sono in salita e rischio di cadere ancora!!!

    Comunque arrivo in cima.

    Mi sono accorto da alcuni chilometri che il fascione posteriore, lateralmente, è rotto in 3 punti.

    Probabilmente qualche sasso della Carrettera ha fatto il suo dovere.

    Continuo!

    La giornata fantastica cosi' come la discesa successiva.

    Urlo di gioia: YAOOO!!!!

    E giù in picchiata come un kamikaze, ingoio una quantità notevole di insetti da far impallidire uno stormo di pipistrelli.

    BOCCA CHIUSA!!

    Arrivo al 70° incontrando 3 pick-up, 1 persona e un paio di camion: non c'è male!

    Mi fermo un attimo, alcune gocce di pioggia, è.....la FINE!

    Fuori il materiale antipioggia, dopo 10 chilometri sono già bagnato fradicio!

    Continuo in un saliscendi da pendolo di Focault....

    I muscoli sempre più molli, il fascione ormai rotto in ben 7 punti dal quale fuoriesce la camera d'aria come occhi glaucomatosi.

    SE NON MOLLO IO, NON LO FAI NEANCHE TE, GLI DICO!!

    Inizio un balletto alla Fracci per scansare buche e sassi aguzzi, nelle discese mi corico in avanti e mi acquatto come un leopardo in agguato per tagliare meglio l'aria, si diventa furbi, si impara a sfruttare tutti i più piccoli vantaggi di ogni minima inclinazione.

    Gli occhiali calati, il berretto al suo posto, la cerata che ormai è un tutt'uno con me.

    Passa un pick-up, lo fermo e chiedo, "Quanto esta la proxima Ciudad?" 30 minuti risponde.

    Ormai ho capito, qui non vanno a chilemtri, faccio 2 conti, mi ci vorranno ancora 2 ore.

    Finalmente arrivo; la ruota ha tenuto, Ariyaoohh!!!!

    Sono grande.

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  • 11/11/2003
  • E' l'11/11/03 adesso concedetemelo: 2 giorni. grandiosi di riposo.

    Mi servono comunque per rimettere a posto la bici, fare il bucato e riposarmi.

    Dopotutto sono in vacanza!!!!

    Per inciso, il bucato l'ho fatto nel pollaio: ho le prove!

    Ah! Ho trovato alloggio dalla signora Maria Elsa Parada Bustos ovvero Ristorante "La Lomita"!

    Volete saper come è andata? OK!

    Solo un piccolo assaggio..

    Ore 20:00 cena, nel piatto una zuppa verde profumata, Umhhh!!!!

    In bocca il primo cucchiaio poi il secondo.

    Chiedo a Maria, cosa este?

    Risponde dicendo che è fatta con un'erba che cresce in mare (erba Luce) P.S. non si fuma!!!!

    Beh dico io, e cosa ci fa qui?

    Dopo raccolta viene fatta essicare, fatta in pani e poi distribuita.

    Ahhhhh!!!!

    Ecco cosa era tutto quello scricchiollare tra i denti..........

    Guardo meglio: piena di pulci di mare cotte e gustoseeeeee!!!!!!!!!!!

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  • 12/11/2003
  • PIOVE, governo ladro!!!!

    In questi ultimi giorni mi sono scoperto sia metereopatico che chilometricopatico.

    Oggi parole crociate, si taglia a fette come la mortadella, inizia con C, finisce con O, il punto esclamativo è d'obbligo.

    Ah!! dimenticavo, è di 4 lettere (capito??!).

    L'umore sotto i piedi, mi volgo verso sud, Sole!

    Dico, non può durare in eterno la pioggia!!!!!!!

    Rimbocco la Carrettera per El Maiten (El Cruce, come dicono qui).

    Fine di un'avventura, fine per me di una strada che mi ha fatto soffrire, gioire, cantare, fischiare, che mi ha fatto sentire fiero e deluso.

    Mia Vecchia, là ti lascerò con la consapevolezza che tu non mi hai vinto ed io non avrò vinto te.

    Sei stata una compagna per molti chilometri, ore, giorni e pedalate; ho cercato di assecondare i tuoi capricci e oggi ultimo giorno del nostro "amore-odio", mi accogli, alla fine, con un magnifico sole.

    Grazie!!

    La strada sale, il copertone nuovo è largo e il filo del cambio si aggrappa pericolosamente e rumorosamente ai tacchetti laterali.

    Provo e riprovo ad aggiustare la tensione del cavo, mi fermo in continuazione.

    Poi riesco a trovare un buon compromesso anche se così per altri 2.200 chilometri non si può andare!!

    Vedremo!

    Intanto lo scenario intorno è fantastico.

    Costeggio il lago General Carrera di un azzurro incredibile, ogni tanto un cartello con impresso un ombrellone, spiaggia!!

    Chilometri dopo chilometri la Carrettera scorre via, le montagne dalle nevi perenni sempre di fianco ,ma quando finiranno? El Cruce!

    Sembra non arrivare mai, ad un chilometro una salita che va verso destra, bestemmio ancora a denti stretti.

    Passa un camioncino stile anni 20/30 (o forse è proprio di quel periodo?) di un'azienda turistica, gli faccio cenno.....accosta e timorosamente chiedo: "quanto dista El Cruce?".

    "200 mt"...è fattaaaaaaa!!!!!!!!!!!!!!

    Mi fermo al bivio, mi metto la maglia "ufficiale" e, vai con il filmato.

    El Maiten altro non è che uno svincolo sulla Carrettera.

    A destra per Puerto Youngay, fine vero, per adesso, della Carrettera.

    Da lì fino a Villa O'Higgins è ancora in costruzione, a sinistra per P.Guadal e da lì dopo 130 chilometri la frontiera con l'Argentina.

    Schianto totale, la strada che sale vertiginosamente C...O!

    Stavolta di 5, è un muro e....op!

    Botta in terra!!!!

    E tre.

    La faccio a piedi per 300/400 metri.

    Mentre la bici cerca di tirarmi in basso poi leggermente si alleggerisce "come se le salite in bici fossero leggere......", 2 chilometri da urlo!

    Guardo avanti: è discesaaaaaaaaa!!!!!

    Il contachilometri che impazzisce 40-45-50-60-61-62-63 ... Yepahhhhh!!!!!

    E' fantastico.

    Arrivo e mira mira: 1022 chilometri percorsi.

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  • 13/11/2003
  • Oggi 13/11/03 sono a Chile Chico.

    Domani 14/11/03 inizia la seconda parte del viaggio.

    Ciao, e chissà quando potremo risentirci.

    Boh!

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  • 14/11/2003
  • Finalmente una doccia.

    Intendo una vera doccia, con acqua bollente!

    Sì perché dovete sapere che quando ti dicono che ci si puo', "limpiar con agua caliente" il piu' delle volte e' marmata, le altre 90 appena tiepida e con il freddo che ho accumulato sono dolori.

    Comunque, ho imparato a fare ed usare le varie docce.

    Infatti si possono annoverare, secondo me, vari tipi di doccia.

    La prima è sicuramente quella alla "Flinstones", rude e neolitica fatta dove ti trovi lì per lì: ruscelli, laghi ecc...

    Il piu' delle volte, ovvio, non hai o non trovi il sapone sommerso regolarmente dalla "montagna" di bagagli per cui inutile bestemmiare, rimani puzzolente come sei.

    La seconda e' da "ballerino di samba" perché da quanto é fredda l'acqua, una volta inzaccherato con un fantastico sapone liquido che generalmente ti resta appiccicato addosso come la colla, non osi infilarti sotto l'acqua e provi a scansare il getto con piroette fantastiche.

    La terza veramente "ganza" è utilizzare acqua preventivamente scaldata posta in un bel secchio e con una brocca rovesciarsela addosso.

    Il problema e' che utilizzando una sola mano per lavarsi, si torna al punto 2 cioe' sapone dappertutto, fantastico!!

    Beh! Comunque sono partito e prima di affrontare gli 80 km che mi dividono dalla frontiera argentina e soprattutto da Perito Moreno, inizio per me della Ruta 40, mi sono fermato al supermercato.

    Udite udite ... ho trovato un fantastico regalo per la Olghina.

    E chi è direte voi? Innanzi tutto, una meravigliosa amica e poi è la "pazza" che ha seguito e segue ancora la logistica di questa strampalata traversata su 2 ruote.

    Curiosi? Il regalo è un fantastico, "morbido", gustoso, "Dulce de membrillo"!!!!!

    (Vorrei sottolineare) da non credere! Vediamo se l'acidità accumulata in questi anni scema a livelli accettabili.

    Oh Dio, mi uccidera' per questo ma so che gli piace tanto!!!!!

    Esco da Chile Chico e ... subito polvere, buche, sassi e incredibile.... arbusti.

    L'ambiente è cambiato radicalmente.

    Non la strada purtroppo, non più montagne vertiginose ma radure e bassi altipiani, non più alberi ad alto fusto ma arbusti in cui ti senti un "Gulliver", anche se devo dire, dall'alto del mio 1,70, non ho poi una gran visuale..!!

    La strada scorre, il sole oggi e' veramente favoloso..!!!

    Purtroppo, e un neo ci deve essere se no non c'è gusto, (come quello che osava andare a c.....e nel campo dei carciofi e si puliva con l'ortica!!), c'è un vento micidiale,

    Ho constatato che è meglio averlo come amico o al max da 3/4 posteriore, altrimenti..Ahi Ahi Ahi !!!

    Arrivo alla frontiera: dopo le formalità e scambio di battute su "CICCIOLINA", avete letto bene, la "barzelletta" che era andata in Parlamento è arrivata anche qui e se lo ricordano ancora.

    Che FIGURA DI MERDA!!!!

    Mi avvio per la prima cittadina argentina.

    Mondo boia! In appena 10 km mi si e' rovesciato completamente il mondo!! A voi capire perché! Io, no comment!!!!!

    Il panorama che non cambia di una virgola, non aspetto altro che da uno di questi arbusti che fanno tanto Far West esca Willy Coyote con uno dei suoi soliti scialucchi, strambi e strampalati esperimenti e provi a chiapparmi....!!

    Cavolo, il vento mi arriva di fronte!!!

    Sarebbe davvero ganzo se potessi andare di bolina, sapete che figata strambare continuamente!

    Più ci penso e più credo che oggi a essere strambata sia la mia testa!!!!!!

    Continuo! Non posso fare diversamente.

    In fondo ad un rettilineo un cartello giallo di quelli già visti, purtroppo, molte volte sulla Carrettera e mi dico, non può essere.

    E' TUTTO IN PIANO! Mi avvicino con timore, SALITA!!

    C.......o! Di 5 o di 6 come preferite voi!

    Metto sul veloce e mi accorgo che.... tutto qui!!

    E' come essere, che so, un bambino su un cavallo a dondolo che gioca a fare il Cowboy o l'Indiano...(ci sono anche bambini che capiscono qualcosa!!) da quanto è un gioco, dopo gli sforzi passati, affrontare questo "dolce" falsopiano.

    A proposito, vi ricordate del "Dulce de Membrillo" e che ho detto che la Olghina ci va matta? Beh, il Dulce de Membrillo, altro non e' che un fruttino fatto di ... composto di Membrillo appunto, pronunciato Membrijo.

    Oh! cosa pensavate? MALIGNI!! Che onestamente è proprio buono.

    La strada scorre incredibilmente veloce anche se ho lo pneumatico posteriore un po' sgonfio.

    Ci sono dei tratti che percorro ad una media di 27-30 km/h pedalando e non facendo fatica.

    Ahhhh!!! l'Argentina! (Col cavolo, ma piu' avanti).

    Nel frattempo che cazzeggio pedalando faccio un incontro molto ravvicinato con un animale gia' visto alcuni giorni prima sulla Carrettera.

    Solo che laggiù era imbalsamato su di un davanzale, qui, come dicono a Livorno, STIACCIATO!!!.

    Ma lo vedro' prima di arrivare in fondo un Armadillo vivo??

    Piano piano arrivo a Perito Moreno.

    La bici funziona, le gambe pure, il morale è alto.

    Vedremo, domani......

    "DESERTO" !!!

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  • 15/11/2003
  • Ore 8:30. L'adrenalina sale!!!

    Ore 22:00 dello stesso giorno: sono adesso in un comodo letto di una Estancia argentina lungo la Ruta 40, non molto economica ma pulita e carina.

    Ma iniziamo da questa mattina e precisamente dalle ore 12:00, sempre troppo tardiii!!!!

    Dalla partenza da Perito Moreno.

    Lo sguardo rivolto al cielo.

    Il Sole e la Luna protagonisti solitari di una natura selvaggia in una terra battuta da venti impetuosi.

    PATAGONIA: un misto di volti e storie da Butch Cassidy ad Heminghway aridi come la terra in cui sono "germogliati".

    Ragazzi, pochi filosofismi...questa è roba da DURI!!!!

    Non so se riuscirò a vincere le paure che mi accompagnano da questa mattina da quando ho "assaggiato" cosa vuol dire sentirsi schiaffeggiati da una mano invisibile.

    So che per i marinai esistono i 40 ruggenti e i 50 urlanti.

    Beh, io vorrei aprire un'altra strada: gli 80/100 ululanti!!!!

    Un po' di tempo fa in una mail che avevo ricevuto, un ragazzo che ha fatto la "Ruta" in compagnia di altri 15 o 20 "scialucchi" (Ora lo posso dire... bisogna esserlo almeno per il 90%), mi faceva un sacco di auguri perché secondo lui in solitaria era davvero dura.

    Aveva proprio ragione!

    Comunque, fatto sta che sono qui e cosa vuoi.....

    ANDIAMO AVANTI! Il detto dice: "Chi vivrà vedrà"!

    Iniziamo con i suggerimenti ai "neofiti" dei viaggi in bici:

    1) portarsi sempre la carta igienica, a meno che non decidiate di fare escursioni dove l'erba è fresca e abbondante come l'acqua perché se non ce l'avete e siete così, per caso, nella Patagonia argentina sono cavoli amari!!

    2) Fare tutto con le spalle al vento e mai, DICO MAI, la bici di fronte!!

    3) Ma non ultimo, non bestemmiate perché l'avete voluta e non serve a niente!!

    Oggi dopo una 20ina di km. da che ero partito, mentre filavo via come un razzo perché il vento mi arrivava di spalle, ho visto un animaletto buffo attraversarmi la strada.

    Frenata brusca, via gli occhiali da sole, non ci posso credere: il primo Armadillo....VIVO!!!!!

    Ma allora non ci sono solo nei documentari, penso!

    Scendo dalla bici, lo inseguo, gli faccio prendere una fifa boia, magari avrà pensato che ci volessi fare un bello stufato...., ma ..era bellissimo.

    Beh! prendete con le molle e filosofia l'ultima cosa detta.

    Capitemi, era la prima volta!!

    Riparto, in salita, ma chi se ne frega il vento e' dietro e riesco a tenere il 42/15.

    Il 42/15!!! Sogno o son desto??!!

    Comunque, di lì a poco altro incontro, altro Armadillo.

    Solito inseguimento, solita fifa e poi, via!!

    La "Ruta", una larga striscia di "Ripio" che sembra un'autostrada a 4 corsie.

    Mi fermo, scendo, misuro la larghezza, 20 passi, incredibile!!

    Ora, è vero che non sono un vatusso ma, insomma, un passo sarà almeno un metro? Fate due conti!!

    Il sole è alto, la strada che va verso sud-ovest, il vento pure.

    Che figata, penso!!

    Se è tutto così 80/100 km. me li bevo in 4 h.

    P.S. L'avessi mai detto! Ma piu' avanti.

    Riprendo sempre ad altezza di pianura e..op! Un altro Armadillo.

    Ma, non è che Armadillo fa un po' troppo rima con mandrillo e..... si riproducono da urlo??!!!!

    Armadillo: è tipo un nostro riccio però senza aculei, ha una corrazza che per farvi capire assomiglia a quella di un Samurai Giapponese del '600. Chiaro no?

    I primi 45 km! Passati, appunto, come il vento!

    Al 46imo: LA CATASTROFE!! - La prima foratura della ruota posteriore.

    Fuori l'attrezzatura da riparazione....miseriaccia ladra, camera d'aria pizzicata in 3 punti.

    Ora, non che sia un dramma, ma con il vento che ti fa volare via tutto e da tutte le parti, insomma...capitemi!!

    Ho perso un po' la pazienza!! Va da sé che la riparo, riparto e..... per la serie non c'è 1 senza 2.... la strada vira fronte vento.

    Saranno 45 km. da strangolamento e martellate sui.....!!!

    Non riuscivo, neanche in discesa, a superare i 12-13 km/h.

    MAIALA, concedetemelo, che fatica!!

    La discesa come la salita: è la prima volta che mi capitava.

    Quando torno voglio andare a Trieste a fare un giro e confrontare.

    Poi sempre per la stessa serie, o se preferite, se la fortuna è cieca la sfiga ci vede benissimo: altra mega foratura.

    Stavolta in 2 posti. Altro "balletto" intorno alla bici e.. di nuovo in sella.

    Come se non bastasse uno di quei fantastici ma no, diciamoci la verità, bastardi, carognissimi, schifosissimi sassi della "Ruta" mi ha fottuto 2 denti della corona.

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  • 16/11/2003
  • Ore 7.00.

    Dagli Appennini alle Ande, dalla Carrettera alla Ruta.

    Lascio Casa de Piedra che dista una 80ina di km. da Perito Moreno e via subito con una bella salita di 2 km.

    Ora, sarà stato il caffé bollente, lo sforzo mattutino tant'é.......non arriva mai con il preavviso ma soprattuto mai subito.

    Ti lascia quei 45-50 minuti che ovviamente ti fregano!!

    Di tornare indietro, neanche l'idea!!!

    Mica vorrai rifare la salita? Giammai!

    Prima cosa:cercare un posto riparato.

    Riparato? Ma dove?!!

    L'arbusto più alto sarà 45 cm.!! Miseriaccia ladra, meno male che il transito non è proprio autostradale!

    Seconda cosa: la carta igienica. Ma.....dovééééééééé??????!!!!!

    La cerco forsennatamente, mentre intanto....SPINGE!!!!!!

    Tiro fuori tutto da tutte le borse, alla fine...Evviva! Fiuuuhhh!!!!

    Anche stavolta, salvo!

    Ecco un'altra regola da non sottovalutare: tenere il salva.....vita a portata di emmhhh... mano!

    A parte questo inconveniente, inizio la giornata vera e propria.

    Dal primo posto abitato 50 km. di "morbida" pianura.

    Nel mezzo un po' di saliscendi.

    Allora: è il mio secondo gg di Ruta e già inizio ad essere un po' più smaliziato.

    Sì perché, dovete sapere, questa che sembra una strada vellutata è in realtà infida e crudele con quei suoi sassetti "innocui" che non aspettano altro che fregare il tuo fascione.

    All'inizio tanti bei cartelletti, tutto luccichini, Estenzia di qua, Estenzia di là, ecc..

    Dopo i primi 20 km. ti rendi conto che altro non sono che specchietti per le Allodole.

    Un po' come il bel cartello americano che nel '68 diceva,"I WANT YOU" !!!

    Ti rendi conto che quel "maledetto" giorno che sei andato dalla signorina dell'agenzia per prenotare il biglietto hai fatta la bischerata di pronunciare al posto di P.....olinesia la fatidica P.....atagonia senza renderti conto di aver firmato la tua condanna a "morte" ed averlo preso dritto dritto nel.....! Và beh!

    Ormai ho preso a fare il professore e allora, consigli per gli "acquisti".

    Non vorrei sembrare il tuttologo di turno ma visto che l'ho provato sulla pelle, almeno che altri godano di alcuni benefici.

    Anzi tutto, è assolutamente importante tenere il lato della strada sopravvento perché nelle curve in discesa che girano a suo favore (del vento, quel maledetto nemico-amico!) quando ti investe con le sue folate violente ed improvvise, se hai ancora un po' di strada, te la giochi altrimenti sei in terra.

    Altra cosa importante, sempre in discesa, è tenere a freno il vostro "puledro" perché se siete in solitaria il vostro bagaglio sarà pesante e va da sé che la bici non può saltellare allegramente sulle pietre come un Canguro!!!!

    Avanzo agevolmente! Oggi, VENTO ZERO!!

    Ora non che tutto sia una passeggiata!

    Infatti il fondo cambia: sassoso, ghiaioso, sabbioso (moccolo!).

    Ogni volta cerco il varco migliore ma...cavolo!

    Tutte le volte che mi decido a cambiare corsia, casco dalla padella nella brace!

    Ma il caro Murphy non poteva andare a fare un bagno al mare senza venire a rompere i.... a noi?

    Al 40imo km. incontro 2 motociclisti tedeschi che si fermano a farmi delle foto.

    Neanche fossi un animale indigeno e soprattutto a farmi i complimenti e ad incitarmi (YOU ARE VERY STRONG!!) P.S. 10' di gongolamento totale!! Evviva il NARCISISMO!!! Li saluto e via di nuovo. "Ruta".

    Passa un pulmino di turisti, un sacco di saluti e pollici alzati, altri 10' !!!

    Poi, mi ricalo nell'ambiente come se fossi un tutt'uno con esso.

    Arriva il vento, inutile affrontarlo di "petto" meglio assecondarlo e conviverci anche se è dura!

    Ti concede di andare a 15 km/h OK vai a quella velocità, a 10 km/h idem.

    Non c'e' fretta qui, in Patagonia, dove tutto scorre lentamente come le nuvole che basse passano sopra di te osservandoti, piccolo ciclista solitario.

    Pedalo, pedalo e supero Bajo Caracoles dove è ancora possibile comunicare con un telefono satellitare perché dopo per 350/450 km. NADA DE NADA!

    Arrivo a Rio O'lnies dove trovo il proprietario, Manuel, conosciuto dai locali col soprannome di "Arroz crudo" ovvero, riso crudo.

    E' veramente uno spasso totale.

    Primo perché è di un'accoglienza meravigliosa; secondo perché ha per noi ciclisti un occhio veramente particolare, un po' come Geppetto per Pinocchio, e questo lo si vede dalle montagne di lettere e fotografie provenutegli da tutti i ciclisti di tutte le parti del mondo che, come me, hanno deciso almeno per una notte di fermarsi a riposare da lui.

    Tiene un volumetto con i vari indirizzi, adesso anche il mio, ed un cofanetto di monetine che mostra con orgoglio.

    E' fiero di noi e lo dimostra ricordandosi di tutti.

    Questo è un punto nevralgico perché sta a metà tra "Casa de Piedra" e il posto abitato piu' vicino.

    Mi dimenticavo una cosa di importanza vitale: se avete qualche problema alla bici o dovete comprare qualche accessorio, fatelo a Perito Moreno perché dopo per 750 km. NADA DE NADA DE NADAAAAAAA!!!!!!

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  • 17/11/2003
  • Ore 17:45

    Dopo 9 ore di bici il fondo schiena.. ahh!! Che dolore!!!! (pronunciato alla Fantozzi, grazie!).

    Il contachilometri che segna 1.411, dietro di me una lunga interminabile stricia sterrata percorsa.

    Per oggi ne ho messi nel sacco 137.

    Questa mattina sveglia alle 7.30 con il baccano di Manuel in cucina.

    Ora, non ho ancora capito il perché ma, sia qui che in Cile, quando chiedi di essere svegliato ad una certa ora, (in questo caso le 6.30) mai, e dico mai, che ti vengano a svegliare come i Cristiani (non al tempo dei Romani, però!)

    Quindi via con il balletto dei vari modi per buttarti giù dal letto....dove te ovvio fai sonni tranquilli tra le braccia di Morfeo.

    Iniziamo dalla signora di Coyhaique.

    Lì, dovevano essere le 8:00, passa il tempo e... mi sveglio da solo!

    Va beh, sarà stato un caso.

    Passiamo a Maria Elsa Parada Bustos, del ristorante "La Lomita" (vi ricordate l'erba luce, le pulci.....) di Puerto Guadal.

    Se non ricordo male, dovevano essere le 8:00/8:30, comunque musica sparata a decibel da discoteca e...vai col liscio come diceva Casadei perché questa era un'ottima marzurca cilena.

    Arriviamo poi a Manuel dell'hotel Rio O'lnies.

    Lui un po' più rude, invece di svegliarmi alle 6:30, l'ha fatto alle 7:30: spaccando legna in cucina!!!

    E cio' era questa mattina!!

    Per cui basta tergiversare ed iniziamo.

    "Le dieci fatiche di Riccardino il Tuscanico" (in onore di Asterix).

    Faccio un'abbondante colazione e dopo i saluti e le foto che ovvio gli spedirò inizio la marcia.

    Oggi sarà veramente dura perché da Manuel al prossimo posto abitato, 99 km. 800 mt. di pura, bassa, selvaggia, grigia pampa argentina.

    Piccola salita e op.... una striscia di terra grigia e sassosa maledettamente interminabile e dritta davanti a me!

    Non voglio, non posso e non oso guardare l'orizzonte dove anche gli altopiani sembrano isole, miraggi in un deserto senza confini.

    Il vento è lievissimo e la strada scorre veramente rapida sotto le ruote.

    Senza pensieri in testa e con gli occhi puntati a 5/6 mt. dalla ruota anteriore mi ripeto: oggi niente foto, niente video, solo km.da macinare quindi...niente distrazioni!

    Al 30imo km senza incontrare anima viva, la mia ombra unica compagna dell'andamento lento (come diceva una vecchia canzone pop).

    Poi improvvisamente un animaletto a 4 zampe attraversa, in lontananza, la strada.

    Non riesco a distinguerlo.Vabbe'! Ormai sono fermo, lo zummo con la video8: VOLPE PATAGONICA!

    Riparto, pochi km e..una mandria di Guanachi a 350 mt. davanti a me sulla Ruta.

    Alti e fieri con i loro colli lunghi. Mi dico: speriamo non siano parenti stretti dei lama e facciano il tiro al bersaglio quando passo! Invece scappano, ovvio scemo!

    Continuo e imparo a riconoscere i loro richiami di allarme.

    Intanto è da quando ho imboccato la Ruta che vedo, anzi no!, degli uccelletti perfettamente mimetizzati con le pietre che partono a razzo appena mi avvicino. Bene!

    Ho constatato che non appartengono al genere PADULUM PADULO PAMPANICUS (Genere-Famiglia-Specie) perché questi volano rasoterra e sapete come si dice a Livorno: né per scherzo né per burla......

    P.S. Si accettano scommesse su chi indovina il finale.

    Alla risposta più carina, in palio un tranquillo week-end di "paura" a casa mia. Tutto Gratis!!

    Gli amici ne sono esclusi, già ne usufruiscono!

    Invece per i curiosi che ne volessero sapere di piu' su tale volatile, basta mandare una mail sul mio sito.

    Appena possibile, perché qui è come cercare un "cecio in mare" (altro detto livornese)

    Vi rispondo.

    Continuo e.... Eolo oggi deve essere un po' incavolato con qualche sua concubina. Urla da paura!!

    Al 50imo, assorto nei pensieri della mia dis....avventura, altro incontro.

    Una coppia di Nandu che sfrecciano via come saette. Meno male!! Perché, cari amici, dovete sapere che qualche anno orsono, ed è vero il mio amico Miche lo può confermare, sono stato rincorso da un Emu (Cugino stretto del Nandu). Sono stati 5/10' di puro panico mentre Miche se la scompisciava dalle risate.

    Cavolo!! Mi sembra di essere in uno zoo safari!!

    Al 70imo però l'incontro più esaltante con ben 2 e dico 2, animali della specie Homo Sapiens Sapiens (sul Sapiens ho delle riserve molto serie, sul fatto che fossero animali, no!) che con la loro macchinetta mi sono sfrecciati accanto come proiettili investendomi di pietre e polvere.

    Ebbene,in 30 secondi ho snocciolato tutto il mio "miglior" vocabolario e sapete una cosa: mi sono scoperto un vero erudito in proposito. Canticchio!

    Come è bello far l'amore dalla Patagonia in giu'... com'è bello far l'amore quando ci sei tuuu!!!

    Tanti auguri.....per il vento che verra'.....tanti auguri......per la fatica che sara'..!! (Basta ricordarsi il motivetto della Carrà ed il gioco è fatto!).

    Miseriaccia, ma sono solooooooo!!!!!!! Sfarfalleggiando, a proposito ne ho viste due, procedo spedito. SPEDITOOO!!!!

    All'80imo il tonfo: 25-14-10 km/h la bici completamente sbandata. Oh EOLO, ma ritorni un po' in Grecia???!!

    Penso, Isola dei famosi!!!

    Ma ti posso tocca'..!! Eh, ce li vorrei vede' tutti e tutte quelle belle personcine, travestite da Robinson Crosué, qui a bestemmiare per davvero, a spingere la bici come un forsennato mentre ti scappa il manubrio da tutte le parti e non riesci a stare in piedi. E ce li vorrei proprio vede', eroi ed eroine!!!!!

    Mi fermo a mangiare un boccone di pane e una scatoletta di carne argentina ridotta a paté mentre il vento mi taglia il viso e le mani.

    Ingurgito, non mangio!

    Poi di nuovo in sella. Wind stopper, guanti, bandana, cappello, occhiali.

    Non riesci a procedere, scendi, spingi...3/4 km duri ardui!!

    Sai che la strada girerà tra poco verso Tamel Aike, a EST !!

    Allora avrai il vento a favore e sarà libidine pura!!

    Saranno 30 km. dove anche io mi sono sentirò un piccolo Lance Armstrong !!

    Tamel Aike: niente più che una casa, un posto fisso come dicono qui in Argentina, dove stanno gli attrezzi spazzaneve. Avete capito bene: qui in inverno ne scende fino ad 1 mt!

    Una sola persona, niente da bere o mangiare. Dopo 10 km. una Estenzia vera e propria dove si può fare tappa (Ea. LA SILVINA).

    Continuo, voglio arrivare all' Estenzia "La Verde".

    Al 128° km. il bivio: a sx per Gobernador Gregorio sulla Ruta 27, a dx l'interminabile Ruta 40.

    Il cartello che indica Tres Lagos 215 km., El calafate 374 km.

    Mi dico, ancora tre giorni e ne sono fuori da questo lungo viale manicomiale!

    Perché sì, sarà anche affascinante (preferivo la Carrettera) ma se resisti alla Ruta, alla sua inesorabile, indescrivibile monotonia, sei pronto a partecipare a qualsiasi corso accelerato per malati di mente o ad affrontare qualsiasi psichiatra ciucciandoti tranquillamente uno Chupa Chups!!!!

    Un cartello ricavato dal tappo di un barile di latta sverniciato e consunto: mi avvicino, fatico a leggere: Estenzia La Verde a 2 km.

    Sono troppo stanco, mi fermo. Il Goucho, che toma mate a tutto spiano che per questa notte mi fa riparare nella sua umile dimora.

    Da dentro il mio sacco a pelo osservo niente altro che due misere, scarne stanzette.

    La stufa che troneggia su tutto, una cassapanca di tavolacci come porta legna, due sgabelli sghimbesci ed un tavolo accostato in un angolo, un'umile dispensa, un lume a petrolio, una candela. Non un bagno, non un lavabo. Solo un paio di secchi di vernice vuoti ed una tinozza in ferro. Appeso al muro, un calendario con una matitetta rossa per i gg di lavoro poi..... tanta tristezza.

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  • 18/11/2003
  • Ore 7:00

    La Bombija pronta, io un ottimo caffé.

    Fuori un vento infernale che piega gli alberi quasi fossero di burro.

    C'è un pallido sole ma il freddo è pungente. Inizia un'altra lunga giornata di fatica. I sensi intorpiditi, le membra anche.

    Esco da "La Verde": la bandana davanti alla bocca ed al naso, la divisa invernale ed il solito carico di 60 kg.

    Affronto la prima salita che mi farà alzare sulla pampa di 50/100 mt.

    Il vento indescrivibile, implacabile, violento.

    10 giorni fa la pioggia e l'inferno. Adesso, il purgatorio.

    Non saprei dire a quanto spirasse fatto stà che faccio i primi 10 km. con la bici completamente inclinata rispetto a questo muro, invisibile solo agli occhi ma non ai sensi, di 15 gradi a formare con il terreno, che non procede, un angolo di 80° circa.

    Le folate che, improvvise, ti fanno scartare di lato di 3/4 mt, da non credere se non hai mai provato il vento della Patagonia!

    Scende dalle Ande, caricandosi di energia, attraversando la Pampa, investendoti poi con tutta la sua forza.

    La polvere e la terra che ti mulinella intorno, provi a resistergli ma, oggi, sembra che Eolo stia con il pollice a metà come un antico imperatore romano che in pugno ha la vita o la morte.

    Alla fine, lo rivolge in basso, cadi e ricadi, imprechi, cerchi di guardare in basso dove la Ruta è più pulita per non finire con le ruote nella ghiaia ma e' inutile.

    Tra non molti km. una Estenzia: stringi i denti.

    Vietato fermarsi o staccare le mani dal manubrio, le braccia indolenzite, la gamba destra che picchia continuamente sul pedale ma non ci fai caso, non DEVI FARCI CASO, dopo le conseguenze, vai avanti.

    In lontananza un cartello man mano sempre più vicino sempre più visibile.

    Estenzia "La Angostura" 5 km. a EST.

    Con me, solo 2 scatolette di carne spiaccicata come gli omogenizzati e un tozzo di pane.

    A EST vuol dire vento alle spalle, la salvezza! Mi fermo. 27 km. Percorsi in non so più quante ore.... una cosa inaudita!

    "La Angostura" è veramente una favola e si mangia da Dio.

    Ve la consiglio come tappa d'obbligo se venite da queste parti.

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  • 19/11/2003
  • La sveglia alle 5:00.

    Inizio a sistemarmi. Non mi sento bene ma non posso rinunciare a partire!

    Parto vestito come un palombaro per il freddo dell'alba.

    Il sole che non è ancora spuntato ma che irradia già gli altopiani circostanti facendogli assumere dei colori che virano dal giallo ocra al rosso arancio.

    Che cavolo!!! Gruppetti di Nandu che pascolano tranquillamente!! Il vento completamente assente finché l'aria è fredda.

    La pampa, non più una radura bassa e spoglia ma un saliscendi continuo.

    Lo stomaco che fa male, l'intestino che non dà pace.....

    Scappa!!! Inutile inseguirla, mi fermo.

    Spero crediate agli U.F.O. ,1'42" netti, da far invidia a Schumacher.

    Al 23imo km. la strada gira.

    Il vento spiacciccato in fronte come un formaggino. Continuo a 7 km/h.

    Sono le 7:00, è appena iniziata la giornata.

    Dopo 5 ore di bici arrivo all' Estenzia "La Siberia", altra possibile tappa.

    Lì, festeggio i miei primi 1.500 km nel Sud del mondo con un tè caldo.

    Il gestore: da vedere!!!! Camicia azzurrina, foulard al collo, baffetti da spalviero e....musica classica!!

    Via di nuovo, ancora 90 km. da percorrere.

    Ne farò solo 40! Il vento ha voluto mettermi alla prova e c'è riuscito.

    Ho spinto a piedi per non so quanti km. e ore.

    Alla fine stremato dalla fame e dalla stanchezza mi sono fermato, mi accampo, inutile provare a piazzare la tenda, non e' possibile.

    Mi vesto completamente con la tuta in goretex, scarpe comprese.

    I guanti da sci infilati, il berretto di pile calato a mo' di passamontagna.

    Mi infilo così come sono nel sacco a pelo, la coperta termica di sopravvivenza nuovamente arrotolata e fermata con le corde elastiche della bici.

    Un "dejà vu" già visto, solo che questa è pura e folle realtà!!

    Dormo sonni burrascosi e nordici sotto un cielo stellato elettrizzante.

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Riccardo sulla Ruta 40
...e' proprio la Ruta 40

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avvicinamento al monte Fitz Roy

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monte Fitz Roy

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...un Mate con gli amici del momento

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paesaggio della Ruta 40

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  • 20/11/2003
  • I 50 km. più' duri della mia vita!

    Ho pianto, imprecato, implorato che arrivasse qualcuno. NIENTE!!

    Il vento veramente violento di fronte a me. La bici ed io piantati sulla "Ruta". 10 km. alla media di 3,5 km/h.

    Dopo 8 ore e nessun, dico proprio nessun, incontro, la prima camionetta che corre veloce verso di me.

    La fermo, la fermo, la fermoooo!!!! Due turisti, giovani, allegri. Io, le iridi rosse come palle di fuoco.

    Gli chiedo nel mio spagnolo traballante quanto dista "Tres Lagos". 10 km!

    Il pianto liberatorio, loro che mi guardano allibiti! 6 giorni, 6 giorni di inferno vero tra la solitudine ed il vento.

    Provare per credere!!

    Si devono spengere tutti gli interruttori del cervello se si vuole affrontare, da soli, la Ruta 40. Bastano 20 km. di sofferenza per farti capire quanto sia dura: 600 km. fino a qui, perché per uscirne ne mancano ancora 150!!

    Sono da masochismo puro!!!

    Il 21/11/03 ed il 22/11/03, due giorni di trekking sul massiccio del Fitz Roy, poi di nuovo in bici.

    Sempre vento ma ormai mi sa che il peggio è passato.

    Oggi finalmente a El Calafate.

    Ciao Ragazzi, l'avventura continua ma Vi prego non fatevi venire strane idee in testa: meglio i CARAIBI parola di chi stà vivendo la PATAGONIA.

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  • 23/11/2003
  • A tutti gli amici.

    El calafate S.Cruz (AR).

    1808 km percorsi nel Sud del mondo.

    Fine di tenzioni ansie e paure .

    Fine di strade dove la neve,il freddo, la pioggia e il vento ti fanno sentire piccolo.

    Fine di strade che mi hanno fatto gioire, piangere,sorridere, imprecare.

    Fine di strade che mi hanno fatto sentire fiero e deluso,vincitore e sconfitto.

    Scusatemi per i modi scontrosi e bruschi degli ultimi tempi!

    Voi siete gli amici che mi siete stati vicini nei momenti bui,gli amici che che mi hanno aiutato a spingere sui pedali fino alla meta incitandomi con il pensiero a non mollare,voi gli amici a cui pensavo quando tutto mi diceva di non partire la mattina quando i dolori si facevano sentire,forti.

    Voi gli amici che sarete sempre nel cuore.

    Un abbraccio lungo e interminabile come la strada che scorreva inesorabile dritta davanti a me.

    Un bacio Ric

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  • 24/11/2003
  • Oggi escursione sul Perito Moreno poi domani si ricomincia a soffrire.

    Ieri, Domenica 23/11/03, la "fine" della famigerata "Ruta 40" di ripio, sterrato.

    Le emorroidi che cantavano un alleluia in perfetto coro gospel, io che non so più quante volte ho pronunciato la parola Pene nel lessico piu' volgare!

    Ho imprecato contro tutti i Santi del Paradiso perche' la Ruta volgeva perfettamente ad OVEST.

    Il vento veramente indescrivibile.

    Le sbandate pericolosissime della bici su di una strada dove le auto e gli autobus sfrecciano velocissimi.

    32 km. da percorrere, impossibile farlo in sella.

    Mi incammino a piedi e dopo un 15 di km. l'autista di un autobus che sta tornando a casa: mi vede e si ferma. El Calafate!

    Altra storia, altra avventura, altro tutto con la consapevolezza che il vento è lì ad attendermi ancora ma che, anche se solo in minima parte, riuscirò a sopportare.

    Adesso le cose serie! Purtroppo ho visto ciò che è successo ai militari italiani.

    Un dramma.

    Non mancherò di pensare a loro durante le notti stellate che purtroppo non potranno più ammirare.

    I paesaggi visti con i miei occhi, li hanno visti anche loro e Stiliano.

    Come i pensieri e le emozioni.

    Continueranno a farlo per il resto di questa avventura!

    Ciao, un abbraccio Ric.

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Paesaggi e natura ... morta
 

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ghiacciaio Perito Moreno

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  • 24-25/11/2003
  • El Calafate, una cittadina tremendamente esosa e turistica.

    Una Cortina D'ampezzo od una Amalfi Argentina.

    Dopo tutta la natura selvaggia e incontaminata essere proiettati così improvvisamente nella "modernità" un pò mi stordisce!!

    Agenzie di Tour turistici come mirtilli che qui di questi tempi vengono raccolti, ristoranti, bar, cioccolaterie....

    Tutto perfettamente ordinato come i vari ammennicoli nei negozi di souvenir.

    Esco presto dal centro dove "orde" di turisti vagano come zoombi cercando chissà cosa.

    Basta uscire poche decine di metri e sei già in un ambiente più a misura d'uomo o almeno, la mia misura!! Un giorno al Glaciar Perito Moreno, il giorno seguente in un internet a scaricare foto e resoconti.

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...la Ruta 40...
 

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  • 26/11/2003
  • La sera prima a nanna presto, la lettura di un libretto spagnolo trovato per caso che parla della natività del Gesù cristiano (sono ateo) che trovo molto interessante trattando una parte prettamente storica della cosa e poi.... ronf ronf!!!

    Ore 6:30. Suona la sveglia, mi giro, la guardo, la spengo...mi rigiro, russo!!! Mah! Ero solo e non mi sentivo!

    Alle 7:00 contro tutto con uno scatto repentino, via le coperte, giù i piedi dal letto, il pavimento marmato.... brivido su e giù per la schiena e dolore a questo c.....o di piede! Via sotto la doccia.

    Questa volta bollente, deliziosa.

    Ti abbraccia con quei suoi spruzzetti da cui non vorresti più liberarti, ahhh.....fantastica!!!

    Riordino i bagagli, impacchetto tutto, kit per kit, mi assicuro che le cose di prima necessità siano a portata di mano ed inizio la vestizione come un antico cavaliere prima di una crociata.

    Non ho lo scudiero ma il mio puledro è stanco di oziare ed è lì, fuori, che mi sta aspettando, impaziente!

    Sa che la strada da macinare è tanta e che il tempo è capriccioso, come tutto qui in Patagonia!

    Mi sembra di sentire Manuel urlare a squrciagola, ESTA ES LA PATAGONIA!!!!

    Mi avvicino, la guardo, bellissima nella sua livrea rossa.

    Mi calo gli occhiali, un ultimo sguardo alla porta del piccolo mondo che mi ha ospitato per due gg e poi..... non c'è più tempo per i sentimentalismi.

    Esco da El Calafate, in movimento perpetuo.

    Ma qui andranno a letto? Subito salita, le gambe, stanche dei 1800 km percorsi che non vogliono carburare!

    Il vento che fortunatamente mi aiuta provenendo dalle spalle dall'immenso azzurro freddo ghiacciaio del Perito.

    Volo!!!! Il foruncolo cresciuto proprio in mezzo alle chiappe che fa un male boia schiacciandosi sulla sella. Altri posti no eh???....!!!

    Sono proprio un animale! In due giorni non ho dato neanche un'oliatina alla catena e mi pare di stare su di una voliera, altro che puledro!!

    Oggi stranamente il sole è pallido e oscurato parzialmente da una foschia che non promette niente di buono.

    Dico fra me e me, pioverà? Non credo, le precipitazioni annue non superano i 300 mm, sarebbe una vera sfiga!!

    Ma la Patagonia argentina, non doveva essere tutta piatta? Salita di 10 km che mi porta in vetta poi, disdetta!

    La strada gira con una curva larghissima, lunghissima, piattissima a destra!!!!!! A Ovest!!! Ma miseriaccia ladra! Ma hanno inventato prima la bicicletta o la macchina?

    Mi pare la prima quindi quel figlio di buona donna di progettista di vie non poteva prevedere che prima o poi qualche bischero ci sarebbe passato????

    Fatto stà che la mia adorata se ne infischia e continua a cinguettare allegramente.

    Il sole pallido scomparso e il vento che mi acchiappa da 3/4 anteriore a destra gelido.

    Davanti a qualche chilometro un muro nero! No, non puo essere! NEVE!!!! NEVICA!!! C.C.C.C.C.... di 5 5 5 5 5 lettere Please!!

    Fuori giacca di goretex, guanti da sci,sovrascarpe in neoprene.

    Madonna, che freddo! 2 km poi tutto scompare, meno che il vento...... si intende!

    Continuo sulla mia strada, ogni volta che passa una macchina collettiva o bici (scherzavo..!!!) un sacco di saluti, incitazioni e pollici alzati.

    Mi sento un pò DIVO!! Al 96imo km il bivio al Cruce de El Cerrito.

    Il bivio per il Cile va spaccato a Sud.

    Vento perfettamente di fianco, leggermente davanti.

    La narice destra e l'orecchio congelati.

    Me li cospargo entrambi con il burro di cacao!! Imbocco la Ruta, 300 mt e il gioco è fatto!

    Sono caduto 2 volte e la bici mi stava, lo giuro, inclinata verso il vento di circa 30/40 gradi.

    Verso Ovest un muro nero, impenetrabile: là ci sono le Ande e là NEVICA!!

    Mi spiace non vedere le Torri del Paine e Puerto Natales.

    La decisione in un attimo. Torno indietro rimbocco la Ruta 5 e vado verso Rio Gallegos: la bellezza di 215 km.

    Fa niente, a circa 75 km una piccola cittadina.

    Mi informo ad un "Posto Fluo" che si trova lì al Cerrito se là vi posso trovare da dormire. Sì! O.K. Continuo.

    A La Speranza, 2 case, un hotel con ristorante, un hospedaje (posto x dormire come una nostra modesta pensione) un distributore di benzina ed un enorme rimessaggio di attrezzature per la costruzione di strade.

    Alla fine saranno la bellezza di 174 km percorsi in un solo giorno.

    Sono partito alle 9:00, sono arrivato alle 18:40.

    9h 30' di bici e strada percorsa! Una strada da cui non puoi staccare gli occhi, come se fosse una modella che, nuda, con le sue curve e linee perfette, aspetta di farsi ritrarre nel quadro della tua vita!

    Rimango a dormire lì e la notte mi porta consiglio.

    Vado alle Torri!! Sono però rimasto senza soldi.

    Mi faccio dare un passaggio a Rio Gallegos e da lì con un bus torno al punto in cui ho lasciato la strada.

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...la Ruta 40...
 

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  • 28/11/2003
  • Rio Turbio. Parto presto. So già che in cima alla salita di 6/7 km che arriva alla frontiera ci sarà ad attendermi uno Staffelli cileno con un bel tapiro, ma non d'oro, di PLATINO!!!!

    Fatto sta che, anche se di bischerate ne ho fatte, (se no non ero qui) continuo e dopo una 40ina di minuti finalmente le frontiera.

    Sono a 1987 km percorsi e penso, tra poco festeggio!!

    Sbrigo le solite formalità burocratiche e poi via, todo a baco in un bel discesone. Gli occhi puntati, ora sulla strada ora sul contachilometri, non voglio perdermi l'attimo in cui lo vedrò scattare.

    Finalmente arriva, in salita!! Fa lo stesso, mi fermo, piazzo la macchina fotografica e mi immortalo nel punto esatto con una bottiglia di coca nella destra e la bandiera cilena nell'altra. 2000 km!!

    La strada da percorrere è ancora molta, fortunatamente ho ancora una 40ina di km di asfalto.

    Inizio a vedere Puerto Natales adagiato su di un mare, oggi scuro, limitato da catene montuose vertiginose.

    Puerto Natales, CILE! Ti accoglie con le sue case e tetti colorati, ricordo dei primi colonizzatori croati.

    Da lontano assomiglia ad un puzzle in costruzione di cui però non conosci l'immagine definitiva.

    E' proprio carina, più a portata d'uomo, non turistica come le ultime cittadine "visitate".

    Questa è una cittadina cilena studiata per i cileni. Il turismo, almeno per adesso, non è ancora pressante.

    Ho fame e voglio assolutamente assaggiare la famosa "Centolla" (che è per noi come la Granseola o Margherita di Mare, mas o meno) Ottima!!

    Alle Torri del Paine ancora 130 km da percorrere, 2 giorni.

    Un giro veloce per il centro e poi di nuovo strada, di nuovo avvicinamento ad una meta.

    Finisce l'asfalto, iniziano i dolori! Pedalo e pedalo allontanandomi sempre più dalla vita frenetica e mi rimmergo in quella che è diventata per me una compagna di viaggio, un'amica.... la solitudine!

    Ogni tanto incrocio dei pulmini che tornano carichi di turisti dal Mirador del Paine, mi sfrecciano accanto velocissimi investendomi di polvere facendomi pensare a questo turismo "mordi e fuggi".

    In due giorni partenza e ritorno a Puerto Natales con visita alle Torri, ciò che per me sono 5 giorni di dura fatica.

    In questi momenti, scusatemi l'eccentricità, mi sento come quei vecchi pionieri che piano si avvicinavano alle loro conquiste.

    Chissà cosa avranno pensato i vari Magellano, De Agostini o lo stesso Casimiro Ferrari........

    Certo, loro i mezzi motorizzati non li incontravano!!!

    Al 30/35 km da che ho lasciato Puerto Natales trovo l'osteria "3 Paso" e poco più avanti l'hotel omonimo.

    Da lì a Villa Cerro Castillo, nome già incontrato in questo Cile dai mille volti, ancora una 30ina di km.

    Sono le 18:00, il sole tra poco lascerà posto ad una luna che qui è davvero luminosa.

    Mi dico, più km percorro oggi, meno ne avrò domani.

    Alle 19:30 dopo un'ultima, non pendente, lunga salita scorgo i tetti di lamiera del pugno di case di questo nucleo abitativo.

    Mi fermo alla confeteria e.... sorpresona, un bel gruppo di connazionali che, come me, hanno deciso di trascorrere lì la notte.

    Sono veramente spassosi e carini. Mi fanno un sacco di festeggiamenti e domande.

    Alcuni sono veramente ammirati per ciò che sto facendo. Hanno assaggiato il vento patagonico. Beh!

    Gli dico: "è solo una vacanza"! Ma non nego che tutta l'energia spesa ad arrivare fino a lì me l'hanno fatta ritrovare in un battito di ciglia!

    C'è una persona, in particolare, che mi colpisce.

    E' la signora Tina che nonostante l'età ha la verve di una ventenne e fa fare un sacco di risate a tutti.

    Meditate gente...meditate!!!

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  • 29/11/2003
  • a capogita sveglia tutti alle 6:00 in punto. RAUS!!! Ovvio me compreso!!

    Alle 7:30 la partenza, "tutti" che mi fanno un sacco di foto e auguri per la riuscita dell'impresa poi, solo lo scricchiolare delle ruote sui sassi.

    Uniche voci quelle della miriade di volatili migrati fino a qua per la stagione estiva.

    Ancora una 60ina 70 km per le torri. La strada che scorre velocemente tra salite e discese.

    Le forze riacquistate completamente anche se, ogni tanto, avverto dei doloretti crampiformi al bicipite della gamba sinistra.

    Stanchezza solo stanchezza!! Alle 9:00 c'è già un sole fantastico a riscaldarmi.

    Di lì a poco, le torri!!! Imponenti, sembra siano state conficcate nel terreno come dei menir.

    Massicce,vertiginose,lisce. Pareti di granito che solo pochi riescono a violare.

    Speroni che come un tridente lasciato da chissà quale dio del mare osservano tutto dalle loro vette: Avanti,sei quasi arrivato!

    Dietro di me il suono di un clacson! Mi giro, l'autista fa cenno di fermarmi, mi affianca, apre la porta e flash..flash..!

    Ne scendono tre italiani, uno dei quali Enrico avevo già conosciuto, che mi invitano a salire.

    Nooo!!!! Mi mancano appena 20 km, le torri me le voglio guadagnare e sudare fino in fondo.

    Due sono di Pisa e mi hanno visto in T.V..

    Mi chiedono come va come è stato fino ad allora e vogliono una foto con me, è un pò strano essere riconosciuti per strada!!

    Il parco delle torri, che ho l'impressione assomiglino sia per fattezza che composizione alle nostre altoatesine Tre Cime di Lavaredo, è veramente una scoperta.

    Intanto sembra che la dea dell'abbondanza sia passata di qui ed abbia lasciato il segno.

    Mandrie di Guanachi che si fanno avvicinare ed attraversare in bici tranquillamente.

    Riesco a vedere questi fantastici animali a non più di 5/6 mt di distanza. Non so più le foto che gli ho scattato.

    Gli avrò ripreso anche il buco....delle narici!!!

    E pensare che sulla Ruta diventavo matto! 1252.6 km percorsi, entro nel camping del Paine

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  • 30/11-1/12/2003
  • Finalmente Dicembre!

    Un mese è già volato tra le gioie e le sofferenze ed adesso inzia la vera stagione estiva.

    Me ne accorgo subito dall'orda di turisti che incontro qui al Paine.

    Attrezzati di tutto punto per i vari trekking che qui si possono effettuare.

    Ho l'impressione che scendendo più a Sud, almeno fino a un centinaio di km da Ushuaia scemeranno nuovamente!

    Oggi 01/12 trekking al Paine. Il percorso dall'osteria omonima al Mirador è segnalato in 4 h.

    Sale tra foreste silenziose e ruscelli turbolenti. Saranno alla fine 3 ore di "passeggiata" abbastanza irta!!

    In cima al Mirador la Torre De Agostini, la Torre Centrale e la Torre Manzino nella loro fiera interezza.

    Vi dò un consiglio, se verrete a visitare il parco non perdetevi l'occasione di dormire almeno una notte all'accampamento Torres.

    Vi potrete gustare le Torri sia al tramonto che all'alba, in SILENZIO!!!!! Per i ciclisti la cosa è un pò più indaginosa ma si può risolvere lasciando la propria attrezzatura al camping e affittare una seconda tenda con la quale affrontare una notte in montagna.

    L'accampamento si trova ai piedi di una enorme pietraia, antica morena glaciale, che dista una 15ina di minuti dal Mirador.

    C'è anche la possibilità di piazzarla proprio su di esso, ci sono un paio di piccoli spiazzi, o ai bordi del laghetto sottostante.

    Dal giorno di arrivo è da considerare uno stop di almeno 2 giorni perché dopo aver pedalato centinaia di km i vostri muscoletti non saranno più tanto propensi a volervi seguire nelle vostre peripezie!! Sono distrutto! La vita del campeggio, spartana e semplice nella sua complessità, mi ritempra lo spirito.

    Sdraiato su questa morbida erba cilena osservo pascolare, tranquillamente, un gruppetto di cavalli intorno alla tenda.

    Penso, ma quando mi potrà mai ricapitare in Italia!!! Ne approfitto per fare il calcolo dei km ancora da percorrere, organizzare uno schema di massima delle tappe da seguire e ovviamentefare il bucato!! Era dal pollaio di Maria Elsa che non mettevo più in ammollo nulla, sapete che bello!! Comunque nella vita del ciclista o meglio del cicloturista, tutto deve essere ridotto all'essenziale.

    Nel mio caso, ho una saponetta con la quale faccio in ordine, la doccia, il bucato e la pulizia delle stoviglie!! Beh! Paghi uno usi per tre!!!! Inizio piano a riassemblare le varie cose.

    Domani mi tocca una tappa lunga e dura per ritornare in un solo giorno a Puerto Natales.

    Dalle mappe in mio possesso avevo anche preso in considerazione una strada alternativa che mi avrebbe fatto risparmiare una 50ina di km ma il ponte sul Rio Serrano è ancora nella penna del progettista ma soprattutto nelle casse dello Stato!!

    Percui, Dietrofront !!!!!

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  • 1-2/12/2003
  • Ricca colazione all'americana!! Lo stomaco che si rifiuta di mangiare le uova strapazzate, mi faccio violenza e ingurgito!

    Per 10/11 ore, oggi niente stop. Sono partito alle 10:30 dopo aver salutato dei nuovi amici e dopo 9h30min il contachiolometri mi segna 2276.

    Le gambe che ormai da vari km, fanno un male boia, non vogliono proseguire.

    Puerto Natales: anche questa è fatta! Incomincio a pensare che in fondo in fondo sono un "duro".

    La giornata non era cominciata sotto i migliori auspici a parte il sole semplicemente caldo! Infatti, nei primi 20 km due belle forature, fortunatamente sull'anteriore più agevole da togliere.

    Dietro con le modifiche che ho dovuto far effettuare, per far sì che il portapacchi poggiasse direttamente sul perno ruota, tutte le volte è un dramma!! Sono pure rimasto senza soldi..!! Devo per forza arrivare!

    E' un pò di giorni che mi sento svuotato, come dicono qui, non "tiengo gana" cioè, spirito-voglia.

    Dopo le fatiche della Carrettera e della Ruta ho iniziato a fare il conto alle rovescia e la mente si è un pò rilassata.

    Non è che starà, anche lei, andando in ferie!!! No, non come le mie!! Mah! Procedo e mi rendo sempre più conto che viaggiare in bici è "favoloso".

    Riesco a vedere cose ed animali negati al normale turista. Al 30imo km mi ha attraversato a 7/8 mt di distanza, sulla strada, una volpe patagonica.

    Ci siamo guardati a mò di mezzogiorno di fuoco... mi ha dato il tempo di "estrarre" la mia macchina fotografica e scattargli alcune foto.

    Poi per niente intimorita si è adagiata sotto un arbusto, lì "vicino" a me.

    Ho scosso la testa e sono ripartito, incredibile!! Ancora 28 km e sono nuovamente a Villa Cerro Castillo, passo davanti alla confitteria (si scrive proprio cosi'!), si girano ad osservare il mio passaggio.

    Poco più avanti il bivio a destra! So già cosa mi aspetterà, sono 60 km che ho il vento di lato!! Inizio a fare un piccolo conto alla rovescia: 50mt... 40mt..

    Vento di fronte, lieve e..... perfetto per schiattare.

    Saranno altri 70 km circa in cui dovrò stringere i denti con i dolori del piede sinistro che non mi danno pace.

    Ho imparato a soffrire in silenzio nei lunghi mesi di degenza e riabilitazione, adesso mi sento una quercia, almeno in questo!

    La strada scorre veramente piano, il portapacchi sinistro rotto ormai da tempo che continua a ciondolare come una vecchia e consunta sedia a dondolo nonostante sia tenuto con una corda elastica, la bici che continua a cinguettare e i sassi della Ruta ad aspettare.

    Incrocio una jeep, il conducente mi fà cenno di fermarmi. E' un austriaco, incuriosito. Un sacco di discorsi strampalati nel mio scadentissimo inglese.

    Ma quel giorno alla Torre di Babele non potevano andare diversamente le cose?? E vengo a sapere che ad Ushuaia continua a nevicare! Va be' dico, fra me e me, io ci arriverò tra non meno di 10/15 gg, il verano (estate) sarà veramente alle porte, incrocio le dita!!

    Ore 24:00 sono in un ristorantino poco turistico e scrivo, penso, sogno...Botta tremenda sul tavolino! Señor señor..!! Eh! Cosa c'è, cosa è successo??.!! Ahh! Esculpame jo soy muy cansado!! Pago e mi avvio verso il mio nuovo alloggio.

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  • 3-4/12/2003
  • Il 03/12 riposo a Puerto Natales.

    Ricca mangiata di pesce con l'amico Enrico che ho ritrovato al mio arrivo che stava gironzolando per la cittadina.

    04/12 Puerto Natales, cittadina in cui riuscirei a mettere "radici".

    La notte è passata sotto una pioggerellina fitta e fine, riemergono gli incubi della Carrettera! Alle 6:30 mi sveglio e guardo dalla finestra. Non dico niente.

    Le coperte ancora calde mi aspettano e il ghiro che è in me come un diavolo tentatore, scalpita.

    Aspetterà anche l'inizio della giornata.

    Mi riaddormento con la consapevolezza che anche oggi sarà dura.

    La tappa prevede 155 km di strada, fortunatamente non sterrata, fino a Villa Tehelches.

    Il fatto simpatico della cosa è che quando chiedi ad un cileno come è la strada da fare, questo ti risponderà: "De puro pavimento"! E infatti di questo si tratta.

    Sì, perché qui le strade non sono asfaltate ma...cementate.

    Sono costruite a lastroni di circa 3 mt x 3mt suddivisi tra loro da una corda di materiale plastico.

    Comunque sia, sono perfette! Lisce come l'olio e senza nemmeno una buchetta! Smette di piovere, il vento assente.

    Mi preparo, ci salutiamo con Enrico che mi riprende con la sua video 8 mentre cerco di districarmi con la bici nel salotto (avete letto bene!) dell'hospedaje dove abbiamo alloggiato e poi... ognuno verso la propria meta.

    Ore 9:00 monto in sella alla bici e...porca miseria!! La ruota anteriore nuovamente a terra.

    Sopra di me si materializza improvvisamente una nuvoletta alla Addam's che sprigiona saette!! Dopo una mezz'ora lascio finalmente Puerto Natales in un grigiore tenue.

    Costeggio le rive del lembo di mare su cui è adagiata e poi, come sempre, salita!! Oh! non c'è mai una volta che parto in discesa, ma sarà mai possibile???!

    Passa il tempo e i km, incredibilmente dilatati in una dimensione surreale.

    Ormai non ragiono più con gli standard occidentali e tappe anche così lunghe ed estenuanti con il carico che mi porto appresso, sono nella mente semplici e "corte"!! Guardo il contachilometri, dopo 3 ore ho già percorso 60 km.

    Miseriaccia!! Se continuo così nel primo pomeriggio sono arrivato.

    Ma si sa le cose non vanno mai per il verso giusto! Al km 2.351 dopo aver incontrato la statua "gigantesca" di un Cristo a braccia aperte, scrack! Rumore improvviso e sinistro.

    Mi fermo immediatamente guardo in basso e.. catena spezzata (Meglio non vi ripeta quello che è uscito dalla mia boccuccia di rose!!).

    Incrocio le dita, speriamo non mi abbia scassato le ruote dentate del cambio!! 5 minuti per disincastrare la catena e altri 15 per togliere le maglie rotte e sostituirle con altre nuove.

    Intanto si è messo a piovere. Mi sa che si è offeso (Il Cristo...)!!!

    Il cielo sembra, oggi, un materasso a molle visto dal basso e ..... vi garantisco, meglio questo, anche se piove!!! Mancano ancora una 80ina di km.

    Il ginocchio ha smesso di darmi fastidio, in compenso il fondo schiena ulula! No, non per il foruncolo!! Gli ultimi 30 km una vera agonia! Il vento davanti che mi fà procedere a non più di 12 km/h.

    La distanza che sembrava a portata di...gamba, sempre più lontana.

    Incrocio sovente delle bellissime Estenzia dove vorrei fermarmi e chiedere ospitalità per la notte, ma si sa..... quando mi metto in testa una cosa..!!

    Incomincio a fermarmi ogni 2/3 km, è estenuante sia fisicamente che mentalmente. Non arriva più! Il vento rinforza... .

    Scendo e percorro brevi tratti a piedi non tanto per le folate quanto per la stanchezza di stare in sella. Ho bisogno di distendere le gambe e i muscoli.

    Al 140imo il conto alla rovescia fino a quando non inizio a scorgere i tetti di Villa Tehuelches! Non c'è un hospedaje dove dormire, gli ultimi due, mi dicono, li ho passati da una 50ina di km a Morro Chico.

    Tre case messe in "croce". Evidentemente in due di esse si può pernottare.

    Già, l'altra è la stazione dei Carabinieri!! Lì meglio non fermarsi...

    Dopo varie peripezie e richieste mi indirizzano in una Cucineria. E cosa è? Ho scoperto che più ne meno è un luogo come quello già incontrato a Villa Amengual dove si fermano i lavoratori stagionali. In questo caso c'erano dei "gauchos".

    Nei miei giri ho fatto intanto amicizia con dei bambini di questa piccola cittadina.

    Mi tocca lavorare! Mi improvviso gommista e riparo loro le varie camere d'aria "pinciate" che mi portano. A nanna presto. E sveglia all'alba insieme a questi uomini duri.

    Il contachilometri segna 2435,6. Ben 155,6 km. percorsi! Domani ancora 100 km. per Punta Arenas e poi...TIERRA DEL FUEGO!!!!!!

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  • 5/12/2003
  • Parto all'alba! Il silenzio della piccola cittadina che mi avvolge. Il cielo terso e sfumato d'arancio.

    Gambe in spalla!! Mi sono alzato alle 4:30 ed ho un sonno che muoio.

    Oggi, tanto per non cambiare: SALITA.

    Il vento arriva, lieve, da dietro! Che pacchia! Primi 20/30 km tra saliscendi continui. Non incontro nessuno.

    Per forza, a questa ora la gente dorme!! A metà strada l'incontro con un'animale... Gobbo!! Cioè bianco nero.

    Non so se era una puzzola o un tasso, fatto sta che per niente intimorito dalla mia presenza, se la frugava tranquillamente nell'erba. Finalmente pendenza..!! A favore si intende!

    Gli ultimi 50 km come una schioppettata, se non che all'82imo acquata pazzesca!

    Inizia con quelle goccioline che dici, mi fermo tiro fuori il materiale antipioggia e via! Sììììììììììì !!!! Troppo facile! Quella bastarda ti dà solo il tempo di illuderti perché nel giro di 30 secondi sei già fradicio.

    Saranno la bellezza di 18 km. Arrivo a Punta Arenas che non ho bisogno di fare la doccia, tanto,,,!! 100 km in 4h 30'.

    Trovo una residenzial economica e pulita. Entro! L'albero di Natale in un angolo, un piccolo presepe stilizzato al suo fianco. Le musichine abbinate alle luci ad intermittenza che si diffondono per tutta la casa. Piccoli fiocchi rossi e dorati appesi ovunque, l'aria della festa, palpabile..!!

    Mi addormento con il suono di queste che mi coccolano dolcemente.

    Sono stanchissimo. Spero davvero di arrivare in fondo! Punta Arenas ore 16:00, una Città!

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  • 6/12/2003
  • Arrivo all'imbarco per Porvenir, prima cittadina della tanto sognata Tierra del Fuego, con una trepidazione disarmante!

    La notte passata tra sogni agitati da Pirati, abbordaggi e golette spagnole.

    Tra poco metterò piede su di una delle terre più australi del mondo, attraversando lo stretto di Magellano.

    Certo, che essere proiettati con la mente nell'epoca dei conquistadores spagnoli, degli avventurieri e dei mercenari e con il fisico in un'era dove il ferro e la tecnologia la fanno da padroni, fà scemare un pò l'entusiasmo che mi ha accompagnato fin dal risveglio! Non vele spiegate, non mozzi ciarlieri e rozzi, non capitani rudi e coraggiosi, non merci imballate nella canapa...ma turisti, tanti turisti con i loro bagagli colorati e sgargianti.

    Tutti, compreso me, ad aspettare che questa "balena" di ferro apra la sua grande bocca e ci "ingurgiti" come nel libro di Collodi.

    La traversata non più guidata a vista, bussola o sestante, ma con un comodo G.P.S.

    Questo è lo scotto della "modernità", quello di poter solo....sognare!!

    Sono le 12:00, Porvenir mi accoglie con un tiepido sole ed un vento gelido e polare. Anche qui come a Puerto Natales la sensazione è piacevole e rilassante. Poca gente per le strade ed ancora meno comodità che a 300 km di distanza.

    Nella strada che divide il piccolo porticciolo dal centro vero e proprio, incontro un altro solitario. Arriva da Ushuaia ed ha appana iniziato la sua avventura.

    Brevi parole,veloci saluti e tanta,tanta complicità! La consapevolezza che per me è arrivato quasi il momento di staccare i piedi dai pedali, scendere con gesti lenti e misurati dal mio "cavallo" e lasciare, nuovamente, che la vita di tutti i giorni mi riavvolga.

    Trovo un ragazzo, gli chiedo dove posso alloggiare. Per stasera dormirò nella caserma dei vigili del fuoco locali, i "BOMBEROS" con la promessa di fargli una spaghettata all'italiana. (Ovvio,offro io!!!).

    Intanto mi fermo per il "muerzo", pranzo, all'osteria YENDEGAIA. Una abitazione del 1926 costruita dal pioniero Daimor Tafra Popovic e da poco ristrutturata.

    Una vera perla! Sembra di essere proiettati con un balzo spazio-temporale nell'epoca dei primi colonizzatori.

    I colori beige e verde pastello che rilassano la mente, il pavimento, rigorosamente di legno, che scricchiola e si muove dolcemente sotto i piedi.

    Una musica incantevole ed una cucina dove i dolci la fanno da padroni! Se passate di qui, fermatevici! Smessi i panni del ciclista, cappello bianco da chef..!!!

    Cosa meglio di una spaghettata al pomodoro? Mi distrigo tra pentole e fornelli per una mezz'oretta e Voila'!! Siamo in 5, il turno di guardia.

    Anche per questa notte cibo e..un tetto! Siamo a 2.252,6 km.

    Ushuaia si avvicina!!!

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  • 7/12/2003
  • Porvenir - S. Sebastian (Argentina). 160 km di pura Ruta australe.

    Caffeisssimo e schiacciata di "Pasqua"!!!! per colazione, una bella foto con l'elmetto dei vigili del fuoco, brevi saluti ed esco dalla cittadina.

    Semplicemente fa..nta..sti..ca!!! Oggi sono veramente in palla, l'umore ottimo, ci credo la strada va a Est! E i dolori scomparsi! I primi 30 km sono di saliscendi abbastanza impegnativi poi... Scrack !!!

    Cavolo la catena spezzata di nuovo! E chi se ne frega! Meglio questa che un dito in un occhio!! La riparo.

    La strada, che costeggia un mare bellissimo e dagli azzurri inimmaginabili.

    La costa che assomiglia incredibilmente a quella Irlandese o scozzese.

    Finalmente salsedine! Il profumo dl mare invade tutti i miei sensi e mi fa correre la mente e la fantasia come un purosangue.

    Tutto intorno fiori bianchi e gialli e una quantità notevole di Erica Scoparia.

    Come se fossimo a latitudini mediterranee e non ad un passo dall'Antartide! Il vento è veramente forte e mi fa tenere medie e velocità di punta ragguardevoli.

    La strada scorre veloce. Incrocio, in questo piccolo angolo di mondo delle Estancia grandissime e pittoresche. Ognuna ha un colore diverso come le bandiere delle contrade cittadine.

    Bianche con i tetti verdi, bianche con tetti rossi, azzurri... Pure le pecore sono dipinte!!!

    E' quasi arrivato il periodo della tosatura e i Goucho fanno veloci la conta di queste marchiandole, appunto, con la vernice.

    Oggi, in un sol boccone percorrerò quasi completamente da Ovest a Est questa grandissima, verdissima isola.

    Le salite come le discese e non viceversa come sulla Ruta 40, alla fine toccherò i 2.711,9 km.

    Ancora poco!! Mi raccomando, per questa tappa è necessario avere cibo e acqua perché fino a S.Sebastian non troverete niente!!

    Ci sono 2 S.Sebastian, una cilena ed una argentina entrambe costituite da frontiera e hotel. Distano tra loro 10 km. Un consiglio: dormite dalla parte argentina è meno cara!!

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  • 8-9/12/2003
  • S.Sebastian! Proprio un posto di frontiera. Dopo poco, si inizia ad incontrare la segnaletica stradale della Ruta 3, il primo cartello che incrocio segna 2.745, vai di foto.

    La numerazione chilometrica finirà a Lapataia, Parco nazionale della Terra del Fuego, vero punto più a Sud raggiungibile in bici. Per proseguire ci vorrebbe l'Idrobici!! P.S. Un modello in realtà esiste, è con quello che un nostro connazionale ha "idropedalato" su uno degli specchi d'acqua più alti del mondo!! Che mito!! D'ora in avanti, almeno fino a Tolwhin la strada sarà perfetta.

    Costeggio l'oceano, completamente piatto, senza ola!! Cioé, Onda! E' incredibile io me lo immaginavo sempre agitato!! Il panorama che sembra sia ripresentato continuamente da un tapirulan che scorre lentamente.

    Entro in Rio grande e dopo la zona periferica mi immetto sulla via principale! Non è che ho sbagliato strada e sono finito a Disney World??!! Mi pare di essere su un qualsiasi viale d'accesso al paese dei balocchi.

    Da spiegare è un pò difficile ma è una via di mezzo tra il kitch e l'orrendo.

    Mi fermo all'hotel argentino. Ci starò 2 giorni. Qui ragazzi si respirano le fantasie i sogni e le realtà di tutte le persone che amano viaggiare, vivere, sorridere.

    Vi si incontrano personaggi come Jack Sirrat, il francese giramondo diventato ormai famoso tra tutti i cicloturisti, solitari e non.

    Sembra di stare in una comune dove "tutto" si divide con tutti come se ci si conoscesse da una vita.

    Anche questa tappa obbligatoria.

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  • 10/12/2003
  • La partenza in direzione Tolwhin. 100 km più a Sud. La "Fine del mondo" palpabile.

    La strada asfaltata non fà per me e dopo 20 km imbocco la Ruta F. Bellissima, tutta di ripiomma con una vista incantevole.

    Forse una delle strade più belle che ho incrociato in questa peregrinazione.

    Dopo 30 km di paesaggio dolce e boscoso, il primo camping (S.Luis). Niente altro che uno spiazzo erboso senza nessuna...comodità vicina ma....... tanti tanti alberi dietro cui nascondersi!! Dopo poco un posto più dispendioso, Il Campamento Verano.

    Dopo questo per altri 60 km niente a parte le immense Estancia che si trovano ai bordi di questa piccola strada.

    Mi avvicino piano alla Ruta 3. Vorrei che non finisse, anzi...vorrei aver appena iniziato!! Gli alberi di "Lenga" disseminati un pò ovunque a smorzare la predominante pampa.

    Poi, tante, tantissime pecorelle! Sembra di stare in un presepe vivente!! Ancora guai alla catena......Cotta!!! Piano riesco ad arrivare a Tolwhin.

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  • 12/12/2003
  • Oggi è il gran giorno! Ormai pochi km di ripio mi sudividono dalla meta finale!!

    NON VOGLIO PARTIRE! Inutile, mi tocca!! Imbocco la strada e......sorpresa, incrocio un altro piccolo ciclista. Piccolo....... d'età! Ha appena 17 anni, è argentino, abita 1.500 km più a nord, è il suo primo viaggio in solitaria ma soprattutto è stanchissimo.

    Non riesce più a pedalare e avanza pianissimo, a volte a piedi sulle piccolissime pendenze che si incontrano procedendo a sud.

    Ha bisogno di un aiuto, psicologico, per non mollare. Mi affianco a lui e per il resto della giornata, 12 lunghissime interminabili ore, saremo un tutt'uno.

    L'ho incitato, gli ho dato tutto il cibo che mi era rimasto, gli ho urlato contro sul Passo Garibaldi e alla fine mi ha ringraziato.

    USHUAIA!!! Fine del mondo!!!

    E' stata una "vittoria" morale e fisica. Solo il compimento di uno dei tanti viaggi che ho nel cassetto.

    Viaggi che alimentano la mia vita. La foto di rito con un nuovo amico. Non una foto solitaria ma una che rappresenta l'essenza e lo spirito del viaggiatore: Conoscere!!! Un brindisi con una bottiglietta di Coca-cola poi con l'incredulità negli occhi e la fatica che fà pulsare ogni muscolo, a letto.

    Si spengono i "riflettori" della mente. Fine di un sogno divenuto realtà.

    Oltre 3.000 km per osservarvi alla rovescia, roba da "matti"!!!

    Mi potevo benissimo mettere a testa all'ingiù.......... lì dov'ero!!!!

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Ultima modifica: Friday 01 March 2013 - 18:06:14.
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